Diritti tv, rivoluzione in Serie A: mega spezzatino nel weekend

Diritti tv, rivoluzione in Serie A: mega spezzatino nel weekend

Minervino Buccola
Mag 26, 2017

Saranno cinque (più quello per i diritti accessori): uno per il satellite, uno per il digitale terrestre, due per il web, di modo che tutte e tre le piattaforme abbiano i diritti di 8 squadre, e uno "multipiattaforma" in esclusiva con le partite delle restanti 12 squadre.

"Nel caso di cambiamento del formato della Competizione con la partecipazione di 18 Società Sportive con conseguenti modifiche delle modalità di promozione e retrocessione - si legge nel bando - i Pacchetti A, B C1 e C2 manterranno il numero di Società Sportive sopra indicate, ma vedranno ridotte proporzionalmente il numero degli Eventi e conseguentemente adeguati i criteri di suddivisione". Per i pacchetti A e B il prezzo minimo fissato è di 200 milioni per ogni stagione; 100 milioni è invece la base per C1 e C2, 400 per il Pacchetto D: la Lega conta di incassare almeno un miliardo a stagione. Ci sono poi quattro squadre minori, le neopromosse e l'ultima per bacino di utenza di A.

L'obiettivo è di ottenere 1,4mld di euro di ricavi a stagione. Cosa cambia per l'utente?

Sarà pubblicato oggi il bando per la cessione dei diritti tv della Serie A per il triennio 2018-2021: nella giornata di ieri l'assemblea della Serie A ne ha deliberato a maggioranza, alla quarta votazione, l'approvazione.

Insomma una vera e propria rivoluzione, che probabilmente non piacerà ai tifosi più tradizionalisti, ma ormai la via sembra segnata.

Più complicata la situazione per gli operatori. Chi dovesse assicurarsi il Pacchetto D e non uno degli altri, ad esempio, si troverebbe nella condizione di non poter trasmettere gli incontri della Juventus. La spiegazione di questo concetto nelle parole di Luigi De Siervo, amministratore delegato di Infront Italy: "Non è una gara con l'Uefa ma è evidente che arrivare sul mercato prima obbliga gli operatori a compiere delle scelte in termini di investimenti partendo dal prodotto più importante, che non può che essere la Serie A".