Rimini, aborto su una 13enne, due medici a giudizio

Rimini, aborto su una 13enne, due medici a giudizio

Aldobrando Tartaglia
Mag 25, 2017

Una storia terribile che continua ad avere strascichi legali. Lui, 39 anni, quando il consultorio ha rifiutato di praticare l'intervento, si è rivolto a una struttura privata della provincia di Forlì Cesena, poi, qualche giorno più tardi, con il certificato di interruzione della gravidanza, è tornato in consultorio per sottoporre la bambina a un'ecografia.

Come scrive Il Resto del Carlino, a convincere i due dottori sarebbe stato il padre della ragazzina, lo stesso che l'aveva messa incinta, per poi rivolgersi al consultorio e chiedere l'aborto per la figlia. Nient'altro. Non gli importava di sapere chi avesse abusato della sua bambina. Ma ad accompagnarli non c'era la madre. Secondo la legge, però, una decisione del genere necessita dell'autorizzazione di entrambi i genitori; gli operatori del consultorio però, straniti dalla premura dell'uomo hanno deciso di allertare le forze del'ordine e gli assistenti sociali. Ora i medici della clinica che avevano detto di aver praticato l'aborto finiranno a processo. Dall'esame risultava che la ragazzina fosse ancora incinta. Adesso, per quell'aborto, frutto di un incesto, alla sbarra sono finiti i due medici della clinica del Forlivese. Con l'autorizzazione della madre, poi la tredicenne era stata fatta abortire. L'uomo, fuggito all'estero, è stato rintracciato e condannato a sei anni per stupro. Dall'esame del Dna sul feto era emersa la drammatica verità: il violentatore era proprio il padre.