Juve e 'ndrangheta, Andrea Agnelli sul banco dei testimoni a Torino

Juve e 'ndrangheta, Andrea Agnelli sul banco dei testimoni a Torino

Aldobrando Tartaglia
Mag 15, 2017

Ci sono stati, avrebbe riferito il presidente della Juventus, quattro o cinque incontri con Rocco Dominello e altri capi ultrà, ma solo per normalissime questioni riguardanti la tifoseria. E' stato questo, secondo quanto è trapelato e come riporta Tuttosport, il contenuto della testimonianza di Andrea Agnelli al processo di 'ndrangheta Alto Piemonte. Gli avvocati dell'imputato Rocco Dominello, Domenico Putrino e Ivano Chiesa, coloro che avevano chiesto al gup che Agnelli venisse sentito, hanno inoltrato al giudice l'istanza che l'udienza si svolga a porte aperte, per permettere ai giornalisti di assistere. E soprattutto di non aver mai ricevuto pressioni su biglietti da ambienti riconducibili a gruppi criminali: "Sempre rapporti leciti con esponenti ultrà".

I legali di Dominello hanno poi dichiarato: "Parliamo, sino ad oggi, di una persona incensurata. Agnelli ha ammesso che veniva tenuto in una certa considerazione perché aveva ottimi rapporti con l'allora allenatore della Juve Antonio Conte il quale voleva che i tifosi fossero il dodicesimo uomo in campo".

I pm titolari dell'indagine, Monica Abbatecola e Paolo Toso, hanno ribadito in aula che Agnelli ha risposto in modo aderente a quello che già era emerso nel corso dell'indagine. Il 26, invece, via al processo sportivo in cui Agnelli è stato deferito assieme a Francesco Calvo, Stefano Merulla e Alessandro D'Angelo. Grancini ha raccontato che Dominello sarebbe spuntato dal nulla nei rapporti tra la Juventus e la tifoseria organizzata e che improvvisamente ha avuto il monopolio nella gestione dei biglietti.