Primo maggio, Mattarella:

Primo maggio, Mattarella: "Manca il lavoro, dobbiamo fare di più"

Aldobrando Tartaglia
Mag 1, 2017

"Non bisogna dimenticarlo - ha detto il leader della Cgil, Susanna Camuso a Piana degli Albanesi per la celebrazione del Primo maggio - è troppo facile costruire una narrazione per cui la responsabilità delle imprese diventano responsabilità dei lavoratori". "La nostra comunità non può accettare - e non potrà sopportare a lungo - che i lavoratori attivi in Italia restino a percentuale bassa, e che la disoccupazione giovanile, particolarmente nel Meridione, raggiunga picchi così alti. Tutti dobbiamo sentire il compito di fare di più".

"Il lavoro - ha aggiunto il capo dello Stato - costituisce un'espressione irrinunciabile della dignita' della persona".

Celebrando la festa al Quirinale insieme, tra gli altri, al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, alla presidente della Camera, Laura Boldrini, e al presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, il capo dello Stato ha sottolineato: "Il Lavoro è la priorità" e "laddove la struttura produttiva e sociale non è più in grado di assicurare quelle condizioni che sorreggono i nostri diritti di cittadinanza, allora la crisi rischia di contagiare le stesse istituzioni rappresentative". Al tempo stesso è occasione di riflessione e di impegno per costruire il domani.Dopo la lunga recessione, gli indicatori dell'economia italiana sono tornati a mostrare un segno positivo. "Il lavoro e' strettamente legato alla democrazia e al suo sviluppo".

Il presidente della Repubblica ha poi lanciato un appello: quello di non lasciare solo chi non ha un impiego e di accompagnarlo nei percorsi di riqualificazione professionale. L'Italia ha tutte le risorse per avviare una nuova stagione di crescita inclusiva: può farlo se riduce al proprio interno gli squilibri territoriali, generazionali, sociali, se accorcia i divari presenti nelle conoscenze, nelle tecnologie, nella formazione, nelle infrastrutture. "Sono stati, quelli, giorni drammatici, che hanno unito i sentimenti dell'intero Paese". In quest'ottica, "è indispensabile che le istituzioni riescano a governare i processi ed evitino conseguenze in termini di riduzione del lavoro, di compressione dei salari e, dunque, di ulteriori diseguaglianze". Inoltre, "la presenza tuttora insoddisfacente delle donne nel mercato del lavoro è oggi un fattore di debolezza del paese".