Veneto Banca, Carrus: denaro Opt rimasto nei conti

Veneto Banca, Carrus: denaro Opt rimasto nei conti

Bruto Chiappetta
Апреля 30, 2017

Kafkiana invece è la situazione venutasi a creare sulla vicenda della trasformazione dell'Istituto di piazza Garibaldi da cooperativa in S.p.a. I vertici aziendali sono ancora in attesa di un pronunciamento da parte della Corte Costituzionale e, successivamente, da parte del Consiglio di Stato. Così l'amministratore delegato Cristiano Carrus, aprendo l'assemblea dei soci, a Volpago del Montello. Di rilievo l'intervento di Alessandro De Nicola, rappresentante di Atlante, che ha di fatto sancito la resa del fondo in vista della ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato chiesta dalla banca. "Il suo ingresso ha evitato il bail-in che avrebbe avuto delle conseguenze devastanti sull'economia del Veneto e su quella del Paese". Ok anche dagli azionisti di Veneto Banca, controllata da Atlante come la popolare vicentina, ai conti 2016 chiusi con una rosso di 1,5 miliardi.

Le sofferenze bancarie sono cresciute del 17%.

Le due banche hanno presentato piani industriali che prevedono la fusione dei due istituti.

Banca Popolare di Vicenza ha chiuso il 2016 con 1,5 miliardi di euro di perdite e Veneto Banca con 1,9 miliardi di euro di perdite. Su questo fronte a tagliare corto è stato il vice presidente Salvatore Bragantini: "Se c'è una persona che è in grado di portare a salvamento la Popolare di Vicenza è Fabrizio Viola", ha scandito, incassando immediatamente anche l'appoggio di Mion. Lo ha detto il presidente di Veneto Banca, Massimo Lanza, rispondendo agli interventi dei soci "Altrettanto faremo e continueremo a fare - ha aggiunto - per istruire azioni di responsabilità verso terzi". E circa il rapporto con i correntisti, Carrus ha evidenziato il dato positivo che quasi tutti i 249 milioni di euro pagati ai soci che hanno aderito all'Offerta pubblica di transazione (Opt), "sono rimasti sui conti correnti della banca", ha spiegato. "Quello che è successo - ha commentato Viola - non è facile da accettare, non è neanche facile da gestire".

"Il piano di fusione tra Veneto Banca e Bpvi è il processo ineludibile per dare sostenibilita' nel tempo alle due banche e ripartire su basi nuove".

Una caratteristica che secondo l'ad, rappresenta un "piccolo segnale di fiducia" nei confronti del futuro della banca. Nel frattempo l'istituto prosegue nel taglio dei costi di gestione, con un calo del 2% delle spese del personale, del 5% di quelle amministrative e la chiusura di 70 filiali nel 2016 che si aggiungono alle 36 soppresse nel 2015. Da qualche settimana abbiamo finito il lavoro di riduzione della retribuzione della dirigenza. E ha dovuto sopportare ingenti perdite economiche.