SCIENZA: ecco il bruco mangia plastica!

SCIENZA: ecco il bruco mangia plastica!

Prospero Rigali
Aprile 30, 2017

Aveva messo provvisoriamente le larve in un normale sacchetto di plastica, che dopo un po' si è riempito di buchi.

L'hobby per l'apicoltura di una biologa italiana potrebbe aiutare a risolvere questo problema. Nel tirarli fuori per la primavera, l'anno scorso mi sono accorta che erano pieni di questi bachi. In natura, questi vermi vivono come parassiti nelle colonie delle api. Dopo 12 ore la massa della busta si era ridotta di 92 milligrammi: un tasso di degradazione che i ricercatori hanno giudicato estremamente rapido, rispetto a quello finora osservato in altri microrganismi capaci di digerire la plastica, come alcune specie di batteri che nell'arco di una giornata riescono a degradare 0,13 milligrammi. Per mangiare la plastica le larve utilizzano infatti lo stesso enzima usato per nutrirsi della cera d'api.

La ricerca, coordinata dall'Università di Cambridge in collaborazione con l'Istituto di biomedicina e biotecnologia della Cantabria (Spagna) è avvenuta per caso, quando Bertocchini, apicultrice amatoriale, ha cominciato a pulire le sue arnie dai parassiti della cera delle api.

Da qui l'idea di coinvolgere due colleghi e amici biochimici dell'Università di Cambridge, Paolo Bombelli e Chris Howe, in una ricerca per comprendere le abitudini alimentari delle larve di Galleria mellonella che ha portato alla scoperta recentemente pubblicata sulla rivista Current Biology. Dopo pochissimo tempo, però, la ricercatrice ha notato comparire sulla superficie della plastica una serie di piccoli fori, creati appunto dalle larve intrappolate all'interno.

Un centinaio di larve dono state poste vicino a una busta di plastica nella quale, gia' a distanza di 40 minuti, sono comparsi i primi buchi.

"Se alla base di questo processo chimico ci fosse un unico enzima, la sua riproduzione su larga scala utilizzando le biotecnologie sarebbe possibile" ha osservato Bombelli. "La scoperta potrebbe essere uno strumento importante per liberare acque e suoli dalla grandissima quantità di buste di plastica finora accumulata". Così la stessa Bertocchini ha spiegato alla BBC: "Stiamo lavorando per ottenere una soluzione per salvare i nostri oceani, fiumi e tutto l'ambiente dalle inevitabili conseguenze dell'accumulazione della plastica", sottolinenando come tuttavia "non dobbiamo sentirci giustificati a dissipare il polietilene deliberatamente nel nostro ambiente solo perché ora sappiamo come biodegradarlo".

Un bruco ghiotto di plastica e che la mangia in tempi rapidissimi.