Pd: Orlando, senza una forte e radicale svolta è sconfitta

Aldobrando Tartaglia
Aprile 13, 2017

A ruota esce Antonio Ermini, segretario reggente del partito dopo che Tiziano Renzi si era autosospeso da leader perché indagato: "Ora dobbiamo trovare un altro sindaco".

Nel pieno del clamore innescato dall'inchiesta sugli appalti Consip in cui Tiziano Renzi è indagato per traffico di influenze illecite, il primo cittadino - fino a quel momento vicinissimo a Renzi senior - fu ascoltato dai titolari delle indagini come persona informata dei fatti in merito a una fuga di notizie. Ma non basta. Molte delle riforme che sono state portate avanti ci hanno allontanato da un elettorato che va necessariamente recuperato e le Primarie sono occasione unica per scegliere non solo chi dovrà guidare la Segreteria nazionale per i prossimi anni ma anche per scegliere la nuova linea politica del partito.

Si prenda l'inchiesta di Report sull'Eni, trasmessa lunedì sera su Raitre. Quanto al Pd, spiega ancora Ermini, "sta valutando una rosa di candidati da proporre: tra questi c'è anche l'ottico Giampaolo Maremmi, già sindaco di Rignano dal 1975 al 1980". Chiude la lista Pasquale Cascella, sindaco di Barletta, che con spirito di servizio non ha fatto mancare il suo sostegno per dare forza e rappresentanza ai valori della sinistra.

Come tutto ciò si possa ripercuotere sulle primarie del Pd è difficile da prevedere, ma l'impressione è che non peserà molto, per un paio di motivi. Siamo uomini e donne che si ritrovano insieme, uniti dalla comune visione della politica e dalla comune prospettiva per l'Italia nel solco tracciato da Matteo Renzi e da Maurizio Martina per sconfiggere il rancore e il risentimento che sovente alimentano la rabbia sociale e la convivenza civile. Il primo è che il principale sfidante di Renzi è l'attuale ministro della Giustizia, Orlando, che al di là della singola battuta sulla "vicenda inquietante" condivide la necessità di tenere bassi i toni.