Parcheggia al posto dei disabili, automobilista condannato per violenza privata

Parcheggia al posto dei disabili, automobilista condannato per violenza privata

Aldobrando Tartaglia
Aprile 13, 2017

Dunque, per la Cassazione l'uomo è stato ritenuto responsabile per il reato di violenza privata e l'elemento soggettivo del reato è stato ravvisato nella piena consapevolezza da parte dell'imputato dell'esistenza della segnaletica orizzontale e verticale che segnalava lo spazio come strettamente riservato ad un singolo utente disabile.

Chi parcheggia in un posto espressamente riservato ai disabili risponde del reato penale di violenza privata. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione con quella che è stata definita una "sentenza storica" su una causa processuale che vede protagonisti due palermitani. Giuseppina che ha problemi fisici gravi era molto stanca, non vedeva l'ora di poter rientrare a casa per riposarsi ma il parcheggio riservato alla sua autovettura era occupato abusivamente.

La vicenda comincia nell'ormai lontano 2009: la donna, arrivata sotto casa, si accorge che il posto assegnatole è stato occupato da un'altra vettura. Quindi parcheggiare nello spazio per i portatori di handicap non è soltanto un reato amministrativo per l'infrazione al Codice della Strada ma è sopratutto un reato penale. Giuseppina decide di chiamare la Polizia municipale, ma le viene risposto che nessuno può intervenire, perché tutti sono impegnati in una riunione con il Comandante. Si rivolge ai carabinieri. Sono già le 2.30 di notte quando l'auto finalmente viene portata via da un carroattrezzi. E così decide di querelare il proprietario della macchina. L'uomo, Mario Milano, prova a difendersi sostenendo in un primo momento che la macchina era sì intestata a lui, ma che in quei giorni la stava utilizzando il proprio figlio o persino da sua nuora. Un condannato per violenza privata.

Inizia così un lunghissimo iter processuale. E' una sentenza importante, che accade per la prima volta, destinata a fare giurisprudenza e, speriamo, a insegnare qualcosa ai cittadini che non rispettano i diritti dei disabili.