Camorra, duro colpo al clan Contini: sequestrati 41 distributori di benzina

Camorra, duro colpo al clan Contini: sequestrati 41 distributori di benzina

Aldobrando Tartaglia
Aprile 5, 2017

"E' di 320 milioni di euro il sequestro eseguito dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli di beni immobili, mobili, complessi aziendali e quote societarie, riconducibili ad esponenti del clan Contini" e a loro prestanome.

Gli elementi investigativi raccolti dalla Guardia di Finanza, attraverso una puntuale ricostruzione storica dei profili reddituali e patrimoniali dei soggetti proposti, volti a corroborare, oltre alla contiguita dei soggetti prestanome con il clan CONTINI (complessivamente ne sono stati individuati oltre cento), anche una rilevante sproporzione tra i beni formalmente posseduti e i redditi dichiarati o le attivita concretamente svolte, hanno consentito al Tribunate di Napoli - Sezione per l'Applicazione delle Misure di Prevenzione l'adozione del provvedimento di confisca.

Ad essere raggiunti dai provvedimenti Ciro Di Carluccio - ritenuto il cassiere del clan Contini e l'uomo di fiducia del boss Edoardo Contini - e il fratello, Gerardo Di Carluccio.

L'indagine ha rivelato che i fratelli Di Carluccio amministravano, grazie ad una fitta rete di prestanome, numerosissime attività economiche, che spaziavano dal commercio al dettaglio di carburanti (considerato uno dei core business dell'organizzazione criminale), alla gestione di bar, al commercio di oro e preziosi, agli investimenti immobiliari ed alla concessione di prestiti in denaro. Il provvedimento odierno ha interessato 41 distributori di carburante, 20 bar nelle province di Napoli e Avellino, 3 tabacchi in provincia di napoli, 4 oreficerie/gioielleri, 3 società di torrefazione nella zona industriale di Napoli, 2 società di compravendita immobiliare, un'azienda di commercio all'ingrosso per la vendita di prodotti alimentari e igiene della persona, un garage al centro storico di Napoli.

Sono dunque finiti definitivamente allo Stato i beni già sequestrati dal Gico nel 2015. Per i fratelli, inoltre, e' stata disposta la misura della sorveglianza speciale (per Ciro 5 anni e per Gerardo 4) con l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza e una cauzione di 100 mila euro di Ciro e 50 mila euro per Gerardo.