Pd, Orlando si candida al Congresso

Pd, Orlando si candida al Congresso

Aldobrando Tartaglia
Febbraio 25, 2017

A Genova sono stati in tanti oggi ad applaudire questa candidatura, dal segretario genovese Alessandro Terrile ai deputati Mario Tullo e Lorenzo Basso, da Walter Rapetti ai consiglieri regionali Giovanni Lunardon e Luca Garibaldi, dal presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello al capogruppo Simone Farello, agli assessori Bernini e Dagnino. Restano poi da verificare i rapporti con gli altri gruppi nati in poco tempo a sinistra del Pd: Sinistra Italiana di Fratoianni, il gruppo di Arturo Scotto, il Campo progressista di Pisapia, l'area coagulata intorno al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e "Possibile" di Civati. Dobbiamo avere - ha aggiunto Orlando - 50 sfumature di Pd non di rosso.

"Il primo risultato del congresso è stata una scissione". Che, stressata anche dalla gestione del progetto del nuovo stadio giallorosso da costruire a Tor di Valle, ha dovuto ricorrere ai medici di un ospedale chiedendo a Beppe Grillo -secondo una irriverente vignetta di Vauro comparsa sul pur insospettabile Fatto Quotidiano- di dire il classico trentatré chiestole da chi la visitava. Per ora più di sigle che di idee. Lo dice Andrea Orlando, ministro della Giustizia, presentando a Genova la sua candidatura alla segreteria nazionale del Pd.

"Ho deciso di candidarmi per responsabilità - ha detto l'esponente dell'area dei Giovani Turchi - ho deciso di candidarmi perché il Pd è utile all'Italia". "Cavalcare le divisioni è più facile, ma poi si vedono le conseguenze il giorno dopo". "Abbiamo fatto fatica a costruirla - ha sottolineato - dieci anni fa, abbiamo lasciato vecchie appartenenze e fatte nuove".

"Renzi vola negli Usa?"

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando si candida come segretario del Partito democratico. "Esprimo qui la mia convinzione e il mio voto conseguente", ha detto in direzione Cuperlo che ha ricordato la proposta, avanzata all'ultima assemblea, "che prevedeva una tempistica diversa". Io andrò a Scampia, allo Zen, a Cornigliano, a Quarto Oggiaro. Oddio, dividere è forse un termine esagerato: non si è mai vista una coppia che divorzi in cui quello che ha preso l'iniziativa proclami, mentre ancora sta uscendo dalla porta, la sua intenzione di tornare prossimamente insieme. "Senza quel popolo noi non siamo niente", afferma Orlando.