Mafia Capitale: archiviati Alemanno, Zingaretti e altri 113 indagati

Mafia Capitale: archiviati Alemanno, Zingaretti e altri 113 indagati

Prospera Giambalvo
Febbraio 9, 2017

L'ha stabilito il gip Flavia Costantini archiviando appunto 113 posizioni sulle 116 complessive sollecitate dalla Procura di Roma.

Nonostante le coop riconducibili a Salvatore Buzzi, "proprio con l'elezione di Alemanno - si legge nelle motivazioni - avessero moltiplicato il volume d'affari grazie alla ramificazione delle conoscenze", per la presenza di molti i soggetti collegati a Massimo Carminati e all'estrema destra "che avevano assunto importanti responsabilità di governo", gli elementi acquisiti nel corso delle indagini, non sono risultati "idonei" a sostenere l'accusa di associazione mafiosa nei confronti dell'ex sindaco, fra i primi a commentare il provvedimento: "Ringrazio la magistratura - ha detto Alemanno - chi ha lanciato fango si scusi".

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti era stato indagato con l'ipotesi accusatoria di corruzione e turbativa d'asta partita in seguito ad alcune dichiarazioni di Buzzi sulle quali i pm non hanno però trovato alcun riscontro.

Le tre richieste di archiviazione respinte per l'indagine Mafia Capitale sono invece quelle che riguardano l'imprenditore Salvatore Forlenza (ex consigliere comunale), Luca Giansanti e Alfredo Ferrari. A rendere nota la possibilità sono stati i legali di Salvatore Buzzi, Alessandro Diddi e Piergerardo Santoro, che, oltre al presidente della regione Lazio, potrebbero richiamare anche Giuseppe Cionci e l'ex ad di Eur spa, Riccardo Mancini, l'imprenditore amico di Gianni Alemanno. Cadute le accuse per Ernesto Diotallevi (in passato coinvolto in indagini sulla Banda della Magliana), Luca Parnasi, Gennaro Mokbel, Eugenio Patané, Alessandro Cochi.

Archiviazione anche per gli avvocati penalisti Paolo Dell'Anno, Domenico Leto e Michelangelo Curti, finiti nel registro degli indagati per associazione mafiosa.

Anche l'ex sindaco Gianni Alemanno, sotto processo per corruzione, oggi viene a definirsi con l'archiviazione l'accusa di aver partecipato ad una associazione a delinquere.

Per un difetto di notifica a uno degli imputati è slittato al 27 marzo prossimo il processo, fissato davanti alla terza sezione penale della corte d'appello di Roma, che chiama in causa l'ex assessore alla Casa della giunta Marino, in quota Pd, Daniele Ozzimo, condannato in primo grado a 2 anni e 2 mesi di reclusione in uno stralcio del procedimento legato a Mafia Capitale.