Intesa Sanpaolo chiude il 2016 in utile

Intesa Sanpaolo chiude il 2016 in utile

Bruto Chiappetta
Febbraio 6, 2017

La stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo a regime risulta pari al 12,9%, tenendo conto della proposta di dividendi.

Con riguardo al quarto trimestre dell'anno, l'utile netto è risultato pari a 776 milioni di euro, un dato superiore ai 750 milioni di euro attesi dal mercato e in rialzo dai 628 milioni di euro del terzo trimestre 2016. In quest'ambito, i crediti in sofferenza si attestano a 14.895 milioni di euro rispetto ai 14.973 milioni del 31 dicembre 2015, con un'incidenza sui crediti complessivi pari al 4,1% (4,3% al 31 dicembre 2015) e un grado di copertura al 60,6% (61,8% a fine 2015). Il risultato dell'attività di negoziazione è pari a 1.190 milioni (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia) rispetto a 1.034 milioni del 2015.

Il Common Equity ratio si attesta al 12,7%, in flessione rispetto al 13% di fine 2015, mentre il Tier 1 ratio si attesta a quota 13,9%, dal 13,8% di fine 2015. Le rettifiche di valore nette su crediti si sono attestate a 1,2 miliardi, in crescita rispetto ai 923 milioni dello stesso periodo del 2015. Il risultato dell'attività assicurativa ammonta a 995 milioni, rispetto ai 997 milioni del 2015.

Il Cda ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 17,8 centesimi di euro per azione ordinaria e 18,9 centesimi per azione di risparmio, per un totale di 3 miliardi di euro. Sul fronte degli aggregati patrimoniali, i crediti verso la clientela sono saliti del 5% da fine 2015 a 365 miliardi, mentre la raccolta diretta bancaria e' aumentata del 5,8% a 394 miliardi. Il risultato corrente lordo è pari a 5.432 milioni, rispetto ai 5.015 milioni del 2015. Intesa ha distribuito 1,2 miliardi sui conti 2014 e 2,4 sul 2015 (al di sopra degli obiettivi annunciati, pari rispettivamente a uno e due miliardi), a cui si aggiungo i 3 miliardi appena annunciati per il 2016 (in linea col target).

Cala anche lo stock di crediti deteriorati: del 4,1% rispetto a settembre 2016 e del 10% rispetto a dicembre 2015 al netto delle rettifiche di valore, del 2,6% rispetto a settembre 2016 e del 7,9% rispetto a dicembre 2015 al lordo delle rettifiche di valore; riduzione dello stock di inadempienze probabili: del 6,8% rispetto a settembre 2016 e del 15,5% rispetto a dicembre 2015 al netto delle rettifiche di valore, rispettivamente del 5,9% e del 13,1% al lordo delle rettifiche di valore; riduzione dello stock di sofferenze: dello 0,8% rispetto a settembre 2016 e dello 0,5% rispetto a dicembre 2015 al netto delle rettifiche di valore, rispettivamente dello 0,5% e del 3,4% al lordo delle rettifiche di valore.