Droga a Catania, 16 ordinanze

Droga a Catania, 16 ordinanze

Prospero Rigali
Gennaio 20, 2017

Tutti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione illegale di armi da fuoco e altro. A firmare i provvedimenti di oggi è stato il Gip Salvatore Mastroeni, su richiesta del Sostituto Procuratore della DDA Maria Pellegrino. Arresti domiciliari per Antonio Barbuscia di 28 anni, Santino Calabrò di 44, Francesco Crupi, 24 anni e Rocco Valente di 52 anni. I dettagli in una conferenza stampa presso il comando provinciale carabinieri di Messina alle 11.

Messina, 19 persone arrestate dai carabinieri per armi e droga.

L'organizzazione criminale si muoveva attorno alla figura di Maurizio Calabrò, ritenuto l'organizzatore del gruppo e di Giuseppe Valenti, elemento apicale a seguito dell'arresto di Calabrò.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Catania, hanno sgominato il gruppo criminale che, sotto la protezione della cosca mafiosa Cappello-Bonaccorsi, gestiva un fiorente traffico di droga ed una piazza di spaccio, nel rione di San Cristoforo, dove venivano smerciate cocaina e marijuana. Nonostante questo, il "Militto" continuò ad impartire ordini da dietro le sbarre del carcere di Gazzi mantenendo saldi rapporti con le frange catanesi. All'epoca era anche il futuro genero di Giuseppe Trischitta, uno degli storici reggenti del clan di Mangialupi. Loro avevano il compito di vendere la droga e rimettere a lui le somme illecite ricavate.

C'era un'associazione a delinquere composta da due gruppi distinti eppur legatissimi, capeggiati da due figure-chiave, che trafficavano droga e gestivano un circuito di spaccio ad ampio raggio.

Vanno direttamente in carcere Maurizio Calabrò, Marco D'Angelo, Salvatore Di Mento, Filippo Iannelli, Gianluca Miceli, Domenico Giovanni Neroni, Antonino Pandolfino, Paolo Pantò, Massimo Laddea Raffa, Sebastiano Sardo, Giuseppe Valenti.

Dal "libro mastro", sequestrato dagli investigatori, sono emerse transazioni di importi rilevantissimi, come quando D'Angelo ha ceduto stupefacente a due acquirenti per 23.800 euro.

Diversi anche i furti consumati da alcuni dei sodali tra ottobre e novembre del 2013 in danno di cittadini.

L'organizzazione aveva inoltre la disponibilita' di armi.