Ferrara, coniugi massacrati con l'ascia Fermati il figlio sedicenne e un amico

Ferrara, coniugi massacrati con l'ascia Fermati il figlio sedicenne e un amico

Aldobrando Tartaglia
Gennaio 12, 2017

Il ristoratore Salvatore Vincelli, 59 anni, e Nunzia Di Gianni, 45, sono stati massacrati nel sonno nella loro villetta di Pontelangorino, frazione di Codigoro, nella notte tra il 9 e il 10 gennaio a colpi di ascia.

Il provvedimento di fermo per i due adolescenti è scattato dopo gli interrogatori durati tutta la notte in caserma dei carabinieri a Comacchio alla presenza del pm Giuseppe Tittaferrante della procura di Ferrara e della collega Silvia Marzocchi della procura minorile.

Il sedicenne, arrestato anche con l'aggravante della premeditazione, avrebbe offerto al suo amico mille euro in cambio del suo aiuto nel compiere il suo terribile progetto.

Sono stati gli interrogatori del figlio sedicenne e dell'amico a portare i carabinieri al luogo dove recuperare l'ascia e i vestiti sporchi di sangue dei due adolescenti.

Il movente non sarebbe economico, ma dettato dai forti contrasti tra il minorenne e i genitori. L'amico avrebbe aiutato Riccardo a cercare di far passare il tutto come una rapina.

Quando i carabinieri sono entrati in questa casa di campagna quello che si sono trovati davanti è stato raccapricciante, le due vittime, infatti, erano entrambe legate ( la donna in cucina e l'uomo in garage) ricoperte di sangue e con un sacchetto di plastica che gli copriva il volto. I coniugi sono stati massacrati nella loro villetta a colpi in testa e poi avvolti in sacchi di plastica. A Novi Ligure nel 2001 un altro fatto choc: i giovani fidanzatini Erika e Omar uccisero a sangue freddo la mamma e il fratellino di lei.

Quale sia il tragico cortocircuito mentale che spinge figli amatissimi e viziati ad uccidere i propri genitori quasi sempre con modalità efferate, non è dato sapere, anche se gli psichiatri ci ammanniscono, in questi casi, analisi talvolta condivisibili, ma generalmente incongrue se confrontate con l'orrore degli gesti omicidiari. Tre dei 4 membri - la madre Marta Chezzi, il figlio minore Nicola, il padre Giuseppe - furono uccisi il 4 agosto dell'89 con una pistola dal figlio maggiore Ferdinando. Poi ci fu Guglielmo Gatti, condannato all'ergastolo per il duplice delitto degli zii, Aldo e Luisa Donegani avvenuto a Brescia nell'estate del 2005.