Barack Obama: lacrime durante l'ultimo discorso del Presidente USA

Barack Obama: lacrime durante l'ultimo discorso del Presidente USA

Prospera Giambalvo
Gennaio 12, 2017

Ventimila persone - molte altrettanto commosse - hanno salutato ieri il presidente uscente a Chicago, la città da dove ha dato il via alla sua corsa, al ritmo di "Yes we can!". Possiamo farcela, "possiamo e dobbiamo fare di più perché, se pure abbiamo cambiato questa America, l'abbiamo resa migliore, c'è ancora molto da fare". "Se ve lo avessero detto otto anni fa". "Non pensavano che l'avrei fatto", disse al pubblico (già in visibilio) riferendosi al suo staff, "e io ho detto che l'avrei fatto!". "Grazie Obama - twitta - per essere stato una fonte di ispirazione, speranza a cambiamento".

Il discorso di Obama ha commosso l'immensa folla, circa 20 mila persone, radunatasi per dare l'ultimo saluto al "presidente nero" al centro congressi di McCormick Palace a Chicago, dove aveva pronunciato le sue prime parole alla nazione. Il presidente uscente non si è limitato a un mero elenco, o a una mera celebrazione: gli sforzi dell'America, gli impegni degli americani sono ciò per cui bisogna continuare a combattere, ciò per cui anche Obama lotterà: "è stato un onore servire il mio popolo, non mi fermerò". "Continuerò a farlo per il resto dei miei giorni".

Nondimeno, la vittoria di Donald Trump ha dimostrato come la working class degli Stati Uniti si senta smarrita, schiacciata da politiche economiche liberiste che Obama non ha saputo (e forse anche voluto) fermare. E ha invitato la gente a riflettere su chi viene eletto e su come agisce.

"Servono le leggi, anche se queste non bastano". "La race rimane una forza potente e divisiva nella nostra società - ha spiegato Obama, legando la questione razziale a quella della giustizia sociale - Devono cambiare i nostri cuori..." Quindi il monito a non trasformare l'America facendola diventare come altre potenze "rivali": la Russia e la Cina. "A meno che non siamo noi a mollare quello in cui crediamo e ci trasformiamo in un altro grande Paese che fa il prepotente con i vicini più piccoli". Per Obama si è trattata di serata molto intensa ma anche difficile, poiché lascia il posto ad un uomo con cui ha ben poche idee in comune. Attivista, da anni impegnata per i diritti della comunità somala della metropoli, è arrivata negli Stati Uniti a otto anni, dopo aver trascorso quattro anni in un campo profughi in Kenya.

Il presidente Obama ha ringraziato la moglie Michelle e le figlie Malia e Sasha per i loro sacrifici. "Hai reso orgogliosa l'America".