Messina: migliorano le condizioni della ragazza ustionata

Messina: migliorano le condizioni della ragazza ustionata

Quintino Maisto
Gennaio 11, 2017

"Le ho detto di denunciarlo - aggiunge ancora la donna - ma lei ora dice che non è stato lui... non lo so... ma se lui ora è in carcere vuol dire che ha fatto qualcosa".

Sembra che la lite sia nata perché la ragazza continua a difendere l'ex fidanzato Alessio Mantineo e la madre non accetta questo comportamento.

Alessio Mantineo, il 25enne arrestato con l'accusa di avere dato fuoco alla sua ex fidanzata Ylenia Grazia Bonavera, è stato interrogato questa mattina dal gip del Tribunale di Messina, il quale ha deciso, pur non convalidando il fermo di polizia, che resti in carcere. La Procura ha depositato nuovi atti ribadendo l'accusa di tentativo di omicidio pluriaggravato: il gip si è riservato la decisione.

Il giudice non si addentra in quello che definisce "il goffo tentativo di scagionare il proprio (ex) fidanzato" fatto dalla vittima. Ma le sue versioni sono contraddittorie, specialmente nella descrizione dell'aggressore. Potrebbe essere stato, scrive, "in ragione di un forte legame sentimentale" o per "il timore in lei suscitato" dall'indagato, o, anche, "per un substrato culturale che induce a ritenere privo di adeguata considerazione colui che denuncia". In questo senso potrebbe essere letta la frase che la vittima rivolge alla vicina di casa che, riferendo all'operatore del 118 che lei aveva accusato il fidanzato dell'aggressione, la apostrofa con la frase "io non sono una sbirra". "Mio fratello è innocente al mille per mille - ribadisce la sorella Giovanna - la loro è sempre stata una relazione burrascosa e noi non ci siamo intromessi". Ma oggi il giudice per le indagini preliminari Eugenio Fiorentino ha emesso nei suoi confronti un provvedimento cautelare in carcere perché ci sono "gravi indizi di colpevolezza" nei suoi confronti.

Ieri i medici hanno parlato di condizioni stazionarie, ma anche di una ragazza molto stanca e prostrata.

All'alba di domenica, il giovane si è presentato sotto casa della ragazza, che lo aveva lasciato da un paio di mesi: quando lei ha aperto la porta, l'ha buttata a terra e l'ha subito cosparsa di benzina, per poi darle fuoco con un accendino. Quando abbiamo saputo che la polizia lo cercava - ricorda - ci siamo spaventati: "abbiamo chiamato l'avvocato e siamo andati insieme in Questura".