L'accordo tra M5S e Alde salta prim'ancora di nascere

L'accordo tra M5S e Alde salta prim'ancora di nascere

Aldobrando Tartaglia
Gennaio 11, 2017

"Quello che io noto è che il M5S in Italia e in Europa viene percepito come un copro estraneo-dichiara Alessandro Di Battista-definendo l'accordo che i vertici volevano fare con Alde un accordo tecnico".

Dopo lo schiaffo in eurovisione Beppe Grillo è quindi dovuto intervenire personalmente per "metterci una pezza" e mediare la pace con gli europarlamentari inglesi dell'Ukip: un'eventuale collocamente del Movimento 5 Stelle in un gruppo autonomo avrebbe privato i grillini di qualsiasi possibilità di incidere sui lavori dell'Europarlamento, oltre che tradursi in una mancata elargizione dei fondi garantiti ai gruppi parlamentari.

Il tentativo del Movimento 5 Stelle di entrare nel gruppo ALDE (Alleanza dei liberali e dei democratici per l'Europa) non è andato a buon fine, dopo due giorni di trattative a Strasburgo. "E' una scelta puramente tecnica che riguarda solo loro", ha affermato il parlamentare M5s Manlio Di Stefano, ospite stamani a Omnibus su La7. Che però, non si può fare. Finire nei "Non iscritti", aveva spiegato Grillo sul suo blog sponsorizzando la scelta dell'alleanza con l'Alde, "significa occupare una poltrona con le mani legate, significa non poter lavorare". Quella che insomma poteva essere una geniale operazione per cancellare l'immagine "estremista" dei pentastellati in Europa e nel contempo trasformarli nell'ago della bilancia dell'Europarlamento, rischia di trasformarsi per il Movimento in un pericoloso boomerang, anche in considerazione del fatto che quest'ultima mossa dell'ex comico genovese ha provocato l'ennesimo shock tra i suoi sostenitori, ormai sconcertati dal suo recente contraddittorio agire politico. Così l'eurodeputato dell'Ukip Nigel Farage, copresidente del gruppo Efdd. E che la cosa sia andata in porto o no non ha più importanza.

Secco il commento di Nigel Farage che fa notare come l'adesione di "all'establishment eurofanatico di Alde" significhi "supportare il Ttip (Il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti: una 'minaccia per democrazia e l'ambiente', secondo alcuni, perché 'diritti, natura e beni comuni non sono delle merci'), l'immigrazione di massa e l'esercito europeo ma si oppone alla democrazia diretta". Nel gruppo sono confluiti gran parte dei partiti antieuropeisti, ma non tutti.

Sia tra i deputati, che nella base del Movimento, non tutti si trovavano d'accordo.

Anche il Movimento 5 Stelle si trova a dover affrontare dei cambiamenti. Finire in questo limbo, per una delegazione di eurodeputati, significa avere un tempo di parola in Aula praticamente nullo, totale marginalizzazione nei negoziati sulla legislazione e sulle politiche adottate dal Parlamento europeo, ingenti perdite di risorse per l'attività della delegazione e tagli al proprio personale "tecnico" e dell'ufficio comunicazione.

Si chiude per tale motivo, prima di nascere, la nuova alleanza al Parlamento europeo. Con l'uscita dei grillini, l'EFDD avrebbe assistito a un calo dei membri a 27 parlamentari, appena due in più rispetto ai requisiti.