Catania: operazione

Catania: operazione "Cowards", 10 arresti per rapine

Prospero Rigali
Gennaio 10, 2017

In carcere su ordine del gip del Tribunale di Catania che ha accolto la richiesta della Dda etnea sono finiti Alesandro Bagli di 52 anni, pregiudicato, Danilo Di Mauro, pregiudicato di 25 anni, Giuseppe Nicolosi di 29 anni, Placido Privitera di 27 anni, Salvatore Sgroi di 41 anni, Rosario Spampinato, pregiudicato di 51 anni, Giuseppe Zappalà di 23 anni.

L'indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile e ha preso spunto dalla rapina commessa il 26 ottobre 2015 ai danni di una gioielleria ubicata nella centralissima via Etnea a Catania. Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Ettore Roberto Virgata, di 22 anni Angelo Zinna, di 25, e Graziella Rapisardi, di 38. Il provvedimento è stato emesso nei confronti di 11 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati contro il patrimonio, rapina, tentata rapina, furto e ricettazione.

Dai filmati di una telecamera di video sorveglianza della zona, si vedeva come i due malviventi prima fossero scappati a piedi e poi a bordo di uno scooter Aprilia Leonardo, risultato rubato. Secondo l'accusa, Nicolosi, che all'epoca dei fatti era agli arresti domiciliari, operava come ideatore e promotore dei reati da portare a termine, utilizzando la propria casa come 'quartier generale' per organizzare i 'colpi'. Una volta in casa hanno colpito al volto una delle due vittime, immobilizzata con il nastro isolante, mentre il fratello è stato costretto ad aprire la cassaforte da cui è stata prelevata una somma contante di 7 mila euro e altri preziosi.

In un caso, Zappalà, approfittando dei lavori edili effettuati in casa di due persone, aveva provveduto a duplicare le chiavi d'ingresso. L'analisi delle conversazioni registrate, sebbene in forma criptica, insieme all'ubicazione delle celle d'aggancio utilizzate dal telefono cellulare dello stesso Zappala', avrebbero consentito la precisa individuazione dell'abitazione delle vittime. La donna ha dunque aperto la porta, i malviventi hanno fatto irruzione, picchiando gli anziani e procurando alla donna la rottura della protesi dentaria ed all'uomo un trauma cranico puntandogli anche un coltello al collo. Gli investigatori, grazie ad attività tecniche, sono riusciti a fare luce su due rapine commesse, con particolare efferatezza, ai danni di anziane vittime sorprese all'interno delle loro abitazioni, rispettivamente nel febbraio e nell'aprile del 2016.

Altri furti erano stati commessi dalla banda l'uno dicembre del 2015 a Canicattì nell'agrigentino. Il secondo furto era stato commesso invece a Catania il 10 dicembre del 2015. In quest'ultima occasione, con un apposito servizio disposto dalla Procura, personale della squadra mobile ha arrestato due dei tre rapinatori, Privitera e Spampinato, recuperando i borsoni trafugati con all'interno oggetti preziosi per un valore stimato in 50.000 euro.