Crisi diplomatica tra Giappone e Corea del Sud

Crisi diplomatica tra Giappone e Corea del Sud

Prospera Giambalvo
Gennaio 8, 2017

La comparsa della statua ha offeso il governo di Tokyo facendogli prendere la decisione di richiamare il proprio ambasciatore dalla Corea del Sud e di bloccare gli indennizzi riguardanti le "Comfort Women". Una ferita aperta che a tutt'oggi condiziona le relazioni tra il Giappone, che per lungo tempo ne ha negato l'esistenza per poi pretendere che le ragazze si fossero prostituite volontariamente, e i suoi vicini del sud est asiatico che chiedono scuse formali per le proprie cittadine trasformate in schiave sessuali.

Il vice ministro giapponese degli Esteri, Shinsuke Sugiyama, aveva chiesto la rimozione della statua, in quanto non rispetta gli accordi firmati dai due Paesi nel dicembre 2015, secondo cui il Giappone si impegnava a corrispondere un fondo di un miliardo di yen (circa 7,5 milioni di euro) come contributo alle famiglie e alle stesse superstiti. E' l'ennesima questione che apre la sfida sui due paesi.

Una statua che rappresenta una "donna di conforto", eretta da un gruppo di attivisti di fronte al consolato giapponese di Busan, in Corea del Sud, ha riacceso le tensioni con il Giappone. Le statue in questione sono 38, la più famosa è stata collocata davanti all'ambasciata giapponese a Seul nel 2011 per commemorare la millesima manifestazione a sostegno delle "donne di conforto".