Almaviva chiude la sede di Roma

Almaviva chiude la sede di Roma

Prospero Rigali
Dicembre 30, 2016

Il call center di Roma, 1.666 dipendenti, è stato escluso per il no delle Rsu all'intesa (una posizione che non è stata poi condivisa dalla maggioranza dei lavoratori) e da quel giorno ha quindi cessato le attività.

L'intesa firmata da Napoli - L'accordo raggiunto tra il Ministero dello Sviluppo economico e i vertici del gruppo presieduto da Alberto Tripi era arrivato al termine di 75 giorni di trattative e offriva ai lavoratori delle sedi di Napoli e Roma di entrare da gennaio 2017 in cassa integrazione per tre mesi (gennaio a zero ore, febbraio al 70%, marzo al 50%) e l'impegno di arrivare entro marzo a una nuova intesa in grado di salvare i posti di lavoro a fronte di una riduzione dei costi e degli stipendi. Le segreterie sindacali nazionali di categoria, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl telecomunicazioni hanno chiesto così un incontro all'azienda e al governo, nello specifico al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a quello dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda e alla sua vice Teresa Bellanova che ha da sempre seguito la vicenda. Il tentativo a Mise è fallito e le lettere di licenziamento sono già partite.

Si conclude nel modo peggiore l'anno per i lavoratori di Almaviva Contact della sede di Roma. Una settimana fa era stato siglato l'accordo per la sede di Napoli e anche i lavoratori romani speravano di riuscire nell'impresa. E c'è attesa per sapere chi saranno i 75 che si salveranno. Almaviva non lascia quindi spazi aperti: "L'ipotesi di attivare una trattativa supplementare, oltre che fuori da ogni logica ed in contrasto con il mandato di rappresentanza sindacale dichiarato, risulta inoltre legalmente e tecnicamente impossibile perché invaliderebbe l'intera procedura conclusa con la mediazione del Governo".