Siena, assemblea decisiva di Mps

Siena, assemblea decisiva di Mps

Bruto Chiappetta
Dicembre 4, 2016

"Se possibile decideremo dopo il referendum", ha detto il presidente della Fondazione Mps, Marcello Clarich. Lo sarebbe a causa della natura stessa dell'operazione: oggi per un investitore estero trasformare il proprio denaro in azioni di nuova emissione di Siena appare razionale solo nell'ambito di un'intesa più ampia con il governo italiano. Una cifra mostruosa, soprattutto considerando che ad oggi, la capitalizzazione dell'intera banca vale intorno ai 500 milioni di euro.

Per capire come gestire questa fase, che prevede un fondo di solidarietà per i lavoratori, il mangement di Mps ha già fissato un primo incontro venerdì 25 Novembre a Rocca Salimbeni con le sigle sindacali e Antonio Damiani segretario della Fisac Cgil. Al netto di una quota fisiologica di crediti incagliati (presenti in tutte le banche), i miliardi di sofferenze che appesantiscono MPS sono il risultato di una gestione scelletara del credito e della banca da parte di gestioni precedenti e della politica che non ha mai vigilato come si deve sul loro operato.

PER APPROFONDIRE: MPS: piano industriale, esuberi, bilancio, sofferenze e aumento di capitale. In precedenza l'assemblea aveva approvato anche la riduzione del capitale per perdite al 30 settembre per 1,39 miliardi oltre a perdite pregresse per 237,3 milioni a 7,36 miliardi.

In realtà, la situazione è ben più complessa: è vero che l'asticella dell'aumento di capitale arriva fino a 5 miliardi, ma lo è altrettanto che la banca guidata da Marco Morelli si aspetta di abbassarla, avendo preso coscienza che chiedere una somma così elevata al mercato, di questi tempi, è quanto mai complesso se non addirittura impossibile. L'Ente di palazzo Sansedoni avrà l'opportunità mdi proporre Alessandro Falciai alla Presidenza e l'economista Luiss Massimo Egidi quale membro del cda in sostituzione dell'uscente Massimo Tononi che domani guiderà l'assemblea per l'ultima volta. Obiettivo di Morelli è raccogliere circa un miliardo di euro, mentre l'aumento di capitale dovrebbe arrivare attorno ai 4/5 miliardi. Nelle risposte scritte ai soci in assemblea la banca ha indicato il valore delle passività della banca potenzialmente interessate al bail-in, pari a 64,8 miliardi alla fine del 2015, e il contributo potenziale in caso di risoluzione da parte dei detentori delle passività soggette a bail-in, pari a 13 miliardi, sempre sulla base dei numeri al 31 dicembre scorso.