"Zanardi vota sì? Lo facevo più in gamba". Sindaco nella bufera

Prospera Giambalvo
Dicembre 2, 2016

Parodi spiega di non ritenere la sua "una battuta particolarmente brutta: molti nei titoli dei giornali sportivi fanno riferimento alla sua menomazione, lui stesso lo fa in modo autoironico". Le battute le faccio e le prendo.

È stato anche così in questo caso, con Giuliano Parodi che ora deve rinfacciare tutto il fiume di melma (cambiate due lettere, il colore rimane quello) di persone arrabbiate che si stanno scagliando con violenza e veemenza - si parla anche di minacce di morte, ma questo è il contraltare con l'esagerazione delle reazioni - per controbattere a questa frase ingiuriosa. Mi è sembrata una cosa pilotata. Ma un altro utente contrattacca: "Quindi lei fa satira?". È successo anche ad Alex Zanardi: il campione ha rivelato l'intenzione di votare Sì. Poi il sindaco contrattacca: "gli stessi che si sono indignati sono quelli che stanno zitti quando il governo taglia i fondi per i disabili". "Sono un non allineato - dice poi Parodi che dal 2014 guida una giunta civica e che ha battuto il Pd alle elezioni - e credo di dare fastidio".

"Mi scuso per la battuta infelice che rimane una battuta". A segnalare il tweet assolutamente fuoriluogo è stata la deputata e paralimpica Laura Coccia: "Un post scandaloso, con tanto di sorriso finale che raccoglie i peggiori sentimenti livorosi che stanno uscendo fuori dalla campagna per il NO al Referendum. Ho dato scioccamente lo spunto a chi mi avrebbe attaccato comunque". "Senza argomenti, senza rispetto, senza vergogna, chieda scusa ad Alex Zanardi" twitta tra gli altri la sottosegretaria all'Ambiente Silvia Velo, che è di Campiglia, paese vicino a Suvereto.

Un vero e propria bufera si è alzata contro il sindaco di Suvereto, paese in provincia di Livorno, Giuliano Parodi.

"Ogni giorno - ha scritto in una nota il comitato Basta un Sì - pensiamo che qualche esponente del fronte del No abbia raggiunto il fondo, invece siamo costretti a constatare che è stato superato ancora una volta il limite del cattivo gusto".