Referendum costituzionale, si vota domenica 4 dicembre

Referendum costituzionale, si vota domenica 4 dicembre

Saba Mula
Dicembre 2, 2016

Per la consultazione del 4 dicembre, ovvero per il referendum costituzionale, non sarà necessario il raggiungimento di un quorum, a differenza di quanto avvenuto col referendum abrogativo sulle trivelle dello scorso aprile. Dal suo canto, il premier Renzi è impegnato costantemente a diffondere le ragioni del Sì, come testimonia la presenza massiccia nelle trasmissioni televisive. In questi ultimi giorni si sono riuniti diversi comitati e rappresentanze per discutere e parlare circa il Referendum: che cos'è, come funziona, perché votare si o perché esprimersi per il no. 138 nella parte in cui prevede il referendum costituzionale. A prova di bambino!

QUANDO SI VOTA. Si vota domenica 4 dicembre 2016; i seggi rimangono aperti dalle ore 7 alle ore 23.

Altre critiche riguardano il fatto che la riforma sia stata scritta in alcuni punti in modo poco chiaro e prodotta non per iniziativa libera del Parlamento, per altro eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale, ma sotto dettatura del governo. Ce n'è anche per Monti: "Non ricordo altri governi che abbiano alzato le tasse come quello di Mario Monti". Significa che, a prescindere da quante persone andranno a votare, alla fine una decisione verrà presa comunque. Consultando i suoi collaboratori emergono una serie di passaggi ben cadenzati, su tre fronti: governo, partito ed Europa.

Il cuore della riforma costituzionale è tutta qui: il governo propone il superamento del bicameralismo perfetto. "Potremo - sottolinea - avere in Senato e tra quel numero inferiore di senatori dei veri rappresentanti dei territori. Eppure entrambe le camere conservano il potere legislativo, competenza che non spetterebbe ad una camera non elettiva e di rappresentanza". Il nuovo Senato sarà un'espressione delle regioni e dei comuni italiani: sarà infatti composto da 100 senatori, scelti tra sindaci e consiglieri regionali. Ora viene il bello: nuovo Senato, vecchi vizi, i Senatori godranno dell'immunità parlamentare. Inoltre, fanno notare i più avveduti, per evitare un Renzi bis che faccia ripartire da zero il pallottoliere, il premier non può lanciarsi in un rimpasto corposo ma deve limitare i cambi di poltrona.

Titolo V questo sconosciuto.

Referendum costituzionale 2016, revisione del titolo V e la ridefinizione delle competenze tra Stato e regioni.

. Modificato nel 2001 con una riforma che ha portato molta confusione in merito a chi doveva decidere che cosa.

Cosa cambia?E il combinato disposto?

Il mio SI è un SI ragionato, su cui ho riflettuto, studiato e che pur trovando nel testo della riforma qualche elemento che ha accentuato la mia riflessione ha visto in questo testo un passo avanti e non uno indietro. Quindi, in teoria, non si rischia la dittatura. Quello che mi interessa di più è vedere come si sono comportati i protagonisti: da parte nostra, c'è stata grande correttezza e un linguaggio sereno e rivolto soprattutto a far conoscere i contenuti della riforma. Eppure, questo punto è molto contestato. Per troppi anni, la loro limitata capacità di partecipazione alla formazione delle leggi dello Stato ha causato ritardi, conflitti e contenziosi. Mai come oggi le pressioni, i ricatti e le minacce delle oligarchie economiche, che esigono il Sì come atto di definitiva sottomissione, possono arrivare a determinare una frattura insanabile fra Stato e una parte del popolo e Chiesa e una parte del popolo.

Anche i costi delle istituzioni caleranno.