Il Chapecoense distrutto in un disastro aereo. Calcio brasiliano in lutto

Il Chapecoense distrutto in un disastro aereo. Calcio brasiliano in lutto

Minervino Buccola
Dicembre 2, 2016

Gli atleti sono quasi tutti morti in un disastro aereo avvenuto poco prima della mezzanotte di lunedì in una zona montuosa della Colombia, nei pressi di Medellin.

Il mondo del calcio è ancora scosso per quanto successo alla Chapecoense, la squadra brasiliana rimasta vittima di un tragico schianto aereo nella notte fra il 28 e il 29 novembre scorso vicino a Medellin, in Colombia, dove sarebbe dovuta atterrare per disputare la finale d'andata della Copa Sudamericana.

Al momento le ipotesi più accreditate sono due: il guasto elettrico o l'esaurimento del carburante. Solo l'analisi delle scatole nere, una delle quali ritrovata ieri, potrà dare una risposta definitiva. L'ultimo segnale radar captato, lo dava a 15.500 piedi, a circa 30 chilometri di distanza dallo scalo di arrivo, che si trova invece a 7mila piedi. E' l'idea della società brasiliana illustrata dal vicepresidente Ivan Tozzo che chiede "una camera ardente collettiva nel nostro impianto perché tutte le persone che vogliono testimoniare il loro sostegno possano farlo insieme".

Dei 22 ragazzi del Chapecoense sono sopravvissuti solo 2: Alan Ruschel, 27 anni, terzino della squadra che è stato ricoverato all'ospedale municipale de La Ceja; il portiere Jakson Ragnar Follman e il difensore Helio Zampier. Ecco il comunicato apparso sul sito della Lega: "La tragedia che ha colpito la squadra brasiliana della Chapecoense ha toccato profondamente la grande famiglia del calcio italiano".

Anche per il mondo del calcio, quel mondo da tre partite a settimana, pay tv e la regola aurea del "the show must go on", anche per quel mondo lì la notizia è stata troppo amara.