Perugia, Gesenu ancora nella bufera: un arresto e 14 persone indagate

Perugia, Gesenu ancora nella bufera: un arresto e 14 persone indagate

Aldobrando Tartaglia
Novembre 30, 2016

"Abbiamo già detto che il sistema di produzione e gestione dei rifiuti deve cambiare e abbiamo messo nero su bianco alcune linee guida per farlo, chiedendo anche in modo esplicito di rimuovere l'opacità che troppo spesso negli anni ha circondato questa tematica".

Per garantire la continuità del servizio pubblico è stato autorizzato il conferimento dei rifiuti nel bioreattore sotto sequestro ancora per 4 mesi allo scopo di permettere a Gesenu (recentemente le quote private della società sono passate dalla galassia Cerroni alla Socesfin del gruppo Paoletti) per consentire di individuare una gestione dei rifiuti alternativa.

Secondo la procura i servizi falsamente forniti dall'azienda avrebbero danneggiato 24 Comuni ed enti pubblici compromettendo la salute di migliaia di cittadini, in particolare sono stati contestati i reati di: associazione per delinquere, traffico di rifiuti, truffa, frode nel commercio e in pubbliche forniture, inquinamento ambientale, gestione illecita di rifiuti e violazioni alle prescrizioni ambientali.

Nel corso delle indagini che stamani hanno portato all'arresto di Gesenu è emerso che le operazioni di recupero di rifiuti poste in essere presso gli impianti di Pietramelina e Borgogiglione, gestiti da Gesenu e da Tsa per conto della Gest, aggiudicataria della gestione dei rifiuti urbani e speciali a favore di 24 Comuni ricadenti nell'Ambito Territoriale Integrato 2 (Trasimeno - Perugino - Marscianese - Tuderte), in forza di un contratto d'appalto valido per il periodo 2009-2024 del valore complessivo di circa un miliardo di euro, in realtà non venivano effettuate o venivano parzialmente effettuate. Sequestrato inoltre l'impianto di Gorgoglione di Tsa.

La Guardia di Finanza ha invece quantificato profitti illeciti.

Dalle prime luci dell'alba di oggi, 30 novembre, su ordine del GIP e coordinati dalla DDA di Perugia, uomini delle Fiamme Gialle e della Forestale stanno effettuando sequestri di beni societari e personali per 27 milioni di euro.

Le attività illecite e l'inquinamento prodotto hanno compromesso le acque del Torrente Mussino e dei terreni limitrofi alla discarica, in cui è stato rinvenuto percolato affiorante dal sottosuolo.

Il consulente tecnico dell'Autorità Giudiziaria ha rilevato, nel corso della sua attività, anche un deficit di stabilità sia nella discarica di Pietramelina che di Borgogiglione ciò potrebbe rappresentare un rischio concreto anche alla luce dei recenti eventi sismici. A seguito di questa scoperta, gli inquirenti hanno provveduto ad informare le massime autorità regionali per le verifiche e l'adozione delle necessarie misure di sicurezza. I militari della Guardia di Finanza analizzando i documenti sequestrati, hanno riscontrato i reati di truffa aggravata e di frode fiscale attraverso l'utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.