Licata, alluvione, Crocetta dichiarerà lo stato di emergenza

Licata, alluvione, Crocetta dichiarerà lo stato di emergenza

Aldobrando Tartaglia
Novembre 21, 2016

Il fiume ingrossato. Allarme maltempo a Licata dove un nubifragio ha colpito la piccola città dell'agrigentino dove piove ininterrottamente da ieri. Il Sindaco Angelo Cambiano ha predisposto la chiusura delle scuole, suggerendo ai cittadini di rimanere a casa se non per situazioni di emergenza. Si sta intervenendo con squadre di soccorso ginte dalle provincie di Agrigento e Caltanissetta. Il Comune ha azionato le pompe idrovore che tirano 350 litri di acqua al minuto, per liberare piazza Gondar e via Mogadiscio. In soccorso delle zone allagate arrivano le previsioni meteo che parlano ancora piogge, ma meno intense e alternate, sulla Sicilia e un generale miglioramento nel resto del Paese, anche se già dalla tarda serata sono previste precipitazioni nel Nord-Ovest. Diversi quartieri sono rimasti senza energia elettrica ed è crollata anche la rete Internet.

La pioggia, però, è di nuovo in agguato e per la prossima settimana si prepara un graduale peggioramento, con una fase critica nelle regioni nord-occidentale. Ed adesso in tre ore è caduta l'acqua di metà anno. Per ora stiamo cercando di capire i danni. Purtroppo Licata sconta un deficit infrastrutturale, che la rende particolarmente vulnerabile. La strada statale 123, che collega Licata e Campobello, è stata interrotta - per qualche ora (poi riaperta dall'Anas) - a causa di fango e detriti, che impedivano la normale viabilità, mentre la strada statale 115, seppur con difficoltà, continua ad essere aperta al traffico. Sulposto è presente personale dell'Anas per ripristinare laregolare circolazione nel più breve tempo possibile. Si sono riversati sul territorio 150 mm di pioggia in tre ore (dato sias). Troppo presto avere un bilancio attendibile dei danni a 48 ore dall'evento, sostiene il primo cittadino, ma la devastazione è evidente, "con danneggiamenti alle strutture pubbliche, alle infrastrutture, muri di contenimento che hanno ceduto, condotte di raccolta scoppiate, pavimentazioni divelte, pali e alberi trascinati dalla furia dell'acqua, per non parlare delle gravi conseguenze ai privati".