Trump decide le prime nomine: è polemica per Bannon

Trump decide le prime nomine: è polemica per Bannon

Prospera Giambalvo
Novembre 15, 2016

E' popolare al Senato ma non e' un vero membro della 'camarilla' di Washington", aspetto quest'ultimo gradito a Trump.Da ultimo Priebus l'ha anche spuntata perche' e' riuscito a conquistare i figli di Trump: "Donald jr, Eric e Ivanka, che irritualmente fanno parte del transition team. La comunità ebraica e quella musulmana in Usa protestano: "È una scelta che rende l'appello all'unità una presa in giro", afferma il Council on American-Islamic relations. Sessantadue anni, già manager di Goldman Sachs, produttore a Hollywood, imprenditore e speaker radiofonico, Bannon non è solo l' autore di un documentario che osanna Sarah Palin, ma ha guidato fino ad agosto scorso il sito apertamente ostile a Hillary Clinton e allo stesso establishment repubblicano. Al timone di Breitbart, Bannon ha costruito le sue credenziali conservatrici con una serie di documentari: "Generation Zero, che ascrive la crisi finanziaria a "decenni di cambiamenti sociali", la biografia di Michelle Bachmann 'Fire from the Heartland", oltre al suo documentario sull'ex governatore dell'Alaska, "The Undefeated", 'l'imbattuta'. Sarà lo stratega della linea politica, l'uomo di fiducia del Presidente per le grandi questioni americane e internazionali. Regista dell'operazione dal superattico della Trump Tower è Stephen Bannon, il Ceo di Breitbart che Trump ha nominato "senior counselor" e capo stratega della West Wing: segnale che l'abbraccio con l'ideologia nazionalista bianca e spesso razzista di cui Bannon con Breibart News si è fatto vettore è tutt'altro che finito.

Noto per posizioni vicine al nazionalismo bianco, è considerato antisemita e razzista. Sotto la guida di Bannon, il sito, gia' dai tratti fortemente conservatori, ha virato ulteriormente a destra, portando all'esterno voci suprematiste, teorici della cospirazione anti-Obama, l'allarmismo xenofobo.

Trump scende in campo per difendere la controversa nomina: "Chi lo critica - ha detto la portavoce del tycoon, Kellyanne Conway - dovrebbe andare a guardare il suo curriculum".

Concetti espressi anche su 'Fox & Friends', su Fox News. "E' facile capire perché il Ku Klux Klan abbia visto in Trump il suo campione", ha osservato in una nota il Southern Poverty Low Center, riecheggiando analoghi commenti da parte della Naacp, l'Associazione nazionale per il progresso delle persone di colore.

Attacca Trump anche l'Anti-Defamation League, lo storico gruppo americano che combatte l'antisemitismo e l'intolleranza verso tutte le minoranze: "Bannon deve andare via se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti".