Ricostruzione post terremoto a L'Aquila: 7 arresti e sequestri

Ricostruzione post terremoto a L'Aquila: 7 arresti e sequestri

Aldobrando Tartaglia
Ottobre 13, 2016

I reati per i quali si procede sono associazione a delinquere, corruzione, concussione, turbativa d'asta e falso in atto pubblico.

Settanta uomini del Corpo forestale dello Stato dei Comandi Provinciali di Pescara e Perugia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Pescara, stanno eseguendo una vasta operazione di carattere interregionale, per compiere numerosi arresti, sequestri di denaro ed immobili, e perquisizioni in provincia di Pescara e Perugia.

Sono 7 gli arresti eseguiti dal corpo forestale dell'Umbria con l'operazione "Earthquake" che ha colpito un sistema corruttivo sui lavori per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Aquila. Erano state in particolare riscontrate diverse irregolarità, e disposte una serie di perquisizioni domiciliari tra Bussi, Pescara, Assisi e Perugia per accertare le modalità di divisione dei lavori ed ulteriori responsabilità dirette delle persone coinvolte.

Le indagini hanno preso il via dalle dichiarazioni rese alla Forestale da un imprenditore umbro, aggiudicatario di tre appalti per la ricostruzione del Comune di Bussi sul Tirino per un valore di 8 milioni di euro. Sequestrati 330.929,63 ritenuti profitto del reato di corruzione. Gli arrestati sono pubblici ufficiali, tecnici progettisti ed imprenditori residenti a Pescara, Popoli e Bussi sul Tirino in Abruzzo e a Perugia, Gubbio e Assisi in Umbria. Ha sostenuto che il direttore dei lavori gli aveva chiesto una tangente pari al 12% degli appalti, ossia 960.000, da dividere con altri tecnici coinvolti.

Il buon esito dell'istruttoria per la richiesta del contributo veniva quindi garantito dal Responsabile dell'Ufficio Tecnico della Ricostruzione n.5 del cratere aquilano che in contropartita della vendita degli atti del proprio ufficio otteneva la promessa della corresponsione dei rilevanti somme di denaro (per importi pari al 5% del valore complessivo degli appalti i quali raggiungevano importi superiori ad euro 29.000.000,00, solo a voler considerare quelli già gestiti per tramite del gruppo degli associati) oltre alla corresponsione di utilità (quali lavori edili gratuiti presso un abitazione di proprietà, la disponibilità di un autovettura e l'assunzione di un familiare presso una ditta affidataria dei lavori).