Roccamena, in contrada Casalotto scoperto un cimitero di mafia

Roccamena, in contrada Casalotto scoperto un cimitero di mafia

Prospera Giambalvo
Ottobre 8, 2016

La zona è feudo dei corleonesi di Totò Riina e Bernardo Provenzano.

Indagano i carabinieri e gli esperti del Ris. E, da una prima analisi dei frammenti degli abiti, si ipotizza che le morti possano datarsi a 20 o 30 anni fa.

La terrificante scoperta è stata fatta in contrada Casalotto, a Roccamena, paese del palermitano, dove sono state rinvenute ossa e teschi.

La zona però è impervia e difficilmente raggiungibile: è per questo motivo che una scoperta casuale della grotta sembra impossibile. L'indagine è coordinata dalla procura di Palermo e dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Leonardo Agueci. Ci sono teschi umani e altri resti.

Secondo alcune indiscrezioni a informare i magistrati della Direzione Distrettuale antimafia di Palermo sull'esistenza del "cimitero" - secondo quanto riferito dall'Adnkronos - sarebbe stata una fonte confidenziale, ma gli inquirenti hanno mantenuto il massimo riserbo su come si sia giunti all'individuazione del luogo. Sul posto si trovano anche due sostituti procuratori palermitani.

Il luogo di difficile accesso è profondo e non è al momento possibile stabilire a quando risalgano i resti e a chi. Gli esami scientifici ed il DNA, potrebbero poi confermare se trattasi di vittime della mafia uccise dalla "Lupara bianca". Branda, che lavorava alla costruzione della diga Garcia, era sospettato di far parte di una banda di ladri di bestiame. Ma di lui non si sono più avute notizie.