Terni, false cure miracolose a malati di Sla e Parkinson: 6 arresti

Terni, false cure miracolose a malati di Sla e Parkinson: 6 arresti

Prospero Rigali
Settembre 28, 2016

Agli arresti domiciliari è stato invece sottoposto un aiutante del centro estetico, svolgeva compiti di centralinista, autista e assistente durante le sedute dei massaggi. Circa 200 i casi al centro dell'indagine di pazienti affetti da Sla, Parkinson e altre patologie.

Si tratta di Fabrizio De Silvestri, avvocato originario di Torino ma iscritto all'ordine di Rieti, considerato dagli inquirenti l'ideatore e il capo dell'organizzazione; della compagna reatina Annalisa Grasso, una fisioterapista che operava nel centro estetico Forme di bellezza di Terni (di fatto centro logistico del gruppo); del medico odontostomatologo ternano Pierluigi Proietti, direttore sanitario della stessa struttura dove veniva applicato il protocollo, e dell'ingegnere biomedico Edoardo Romani, che si sarebbe occupato del rifornimento dei farmaci e della massiccia pubblicità del programma terapeutico su internet.

Curiosità mista a sconcerto tra quanti stamattina hanno saputo di un'operazione degli agenti di polizia in corso a Terni dalle prime luci dell'alba.

Come funzionava il raggiro Le cure venivano spacciate come alternative alla medicina ufficiale e pubblicizzate come risolutive, o comunque in grado di fornire un considerevole miglioramento della qualità di vita del paziente. "L'attività - hanno aggiunto - era in espansione, anche verso Paesi esteri come la Romania".

Il ruolo rivestito dagli altri personaggi riguardava una stretta collaborazione e ripartizione di compiti tra l'avvocato e gli altri arrestati; l'avvocato utilizzando il nome dell'"Università", rilasciava false attestazioni di partecipazione a corsi affini al predetto protocollo, gestiva personalmente sia l'Università Homo&Natura che il Centro Estetico (ove venivano sottoposti al protocollo i "pazienti") istruendo gli altri compartecipi sulle modalità di accoglienza dei "pazienti", sulle modalità di somministrazione delle "cure" e sui "ruoli" che ciascuno doveva avere all'interno del Centro e dell'Università, a seconda delle competenze e delle qualifiche professionali come di seguito sintetizzate. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata a truffare persone affette da gravi malattie degenerative. Cinque sono stati portati in carcere e uno ai domiciliari. In particolare gli investigatori ritengono che i sei, a vario titolo, avrebbero divulgato su Internet un protocollo medico rivelatosi in realtà di nessuna efficacia.