ROMA. Tumori: aumentano i nuovi casi tra le donne, 176.200 nel 2016

ROMA. Tumori: aumentano i nuovi casi tra le donne, 176.200 nel 2016

Prospero Rigali
Settembre 28, 2016

Nel 2016 le italiane colpite dalla malattia sono 176.200 (erano 168.900 nel 2015): in particolare quest'anno sono stimati 50mila nuovi casi di tumore del seno (48mila nel 2015), da ricondurre anche all'ampiamento della fascia di screening mammografico in alcune Regioni, che ha prodotto un aumento significativo dell'incidenza tra i 45 e i 49 anni. Ma i big killer colpiscono meno gli uomini, dove si assiste ad un calo delle diagnosi del 2,5 per cento l'anno.

Escludendo i carcinomi della cute (non melanomi), il tumore più frequente in Italia - sia tra gli uomini sia tra le donne - è quello del colon-retto con 52.000 nuove diagnosi stimate per il 2016 (29.500 uomini e 22.900 donne), seguito dal tumore della mammella con circa 50.000 nuovi casi.

A fornire il quadro aggiornato delle neoplasie nel nostro Paese è il Rapporto Aiom, l'Associazione italiana di oncologia, che grazie alla collaborazione dell'Associazione italiana registro tumori ha raccolto una mole impressionante di dati. "Il libro - ha evidenziato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione del libro - mette in luce la qualità del nostro sistema assistenziale: la sopravvivenza nel nostro Paese è allineata alla media europea e per molti tipi di tumore è superiore". Nel 2016 oltre 176 mila le diagnosi fra le italiane contro le 169 mila dell'anno prima, mentre quelle tra i maschi diminuiscono del 2,5%. "Le Istituzioni e i clinici devono essere dunque in grado di rispondere alle esigenze di questi pazienti che guariscono o possono convivere a lungo con la malattia e che rivendicano il diritto di tornare a un'esistenza normale".

I NUMERI. Mille nuovi casi al giorno in Italia, e sempre di più tra le donne, con 485 decessi registrati ogni 24 ore.

"La sopravvivenza è migliorata nel corso degli anni e, migliora, man mano che ci si allontana dal momento della diagnosi - dice Stefania Gori, presidente eletto AIOM -". Attualmente in Europa diversi documenti di indirizzo lo propongono come test primario e in Italia questo protocollo è al vaglio della Conferenza Stato-Regioni per la sua adozione a livello nazionale. I dati contenuti illustrano anche la distribuzione dei tumori in Italia, indicando un numero inferiore al Sud Italia rispetto al nord ma anche una maggiore mortalità al meridione. Dai confronti nazionali si conferma ancora una differenza nel numero di nuovi casi fra Nord e Sud. "Da un lato al Sud - sottolinea Lucia Mangone, presidente Airtum - persistono fattori protettivi che rendono ragione di una bassa incidenza di alcune neoplasie". Negli uomini prevale il tumore della prostata che rappresenta il 19% di tutte le neoplasie diagnosticate; seguono quello del polmone (15%), del colon-retto (13%), della vescica (11%) e dello stomaco (4%).

Abbiamo dedicato inoltre un capitolo alle neoplasie rare che colpiscono ogni 12 mesi in Italia 89mila persone. "La mortalità continua cioè a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi come risultato di più fattori, quali la prevenzione con la lotta al tabagismo, alla sedentarietà e a diete scorrette, la diffusione degli screening e il miglioramento delle terapie".