Prodotti informatici, scoperta maxi frode fiscale dalla Guardia di Finanza

Prodotti informatici, scoperta maxi frode fiscale dalla Guardia di Finanza

Prospero Rigali
Settembre 28, 2016

E' l'esito dell'Operazione "Fast Print", la maxi indagine economica-finanziaria portata avanti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno conclusasi con 87 denunce.

Questo tipo di frode - hanno spiegato gli investigatori - ha pochi precedenti per entità e le indagini sono state avviate in seguito a un sequestro di accessori per l'informatica contraffatti.

Sottratta all'Erario una massa impositiva pari a 396 milioni di euro di ricavi, 109 milioni di euro ai fini dell'I.R.A.P. (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), 8,5 milioni di euro di costi indebitamente detratti, 1,5 milioni di euro di ritenute non operate e/o non versate, in aggiunta alle correlate violazioni all'I.V.A. per 147 milioni di euro. Le aziende sono in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Fra le ipotesi di reato formulate dalla procura di Ascoli anche l'occultamento e la distruzione di documentazione contabile, l'impiego di denaro e beni di provenienza illecita per 861 mila euro, l'introduzione nello Stato di prodotti contraffatti e la ricettazione. Gli accertamenti della Guardia di Finanza di Ascoli sono scattati dopo un controllo su una partita di cartucce e toner con contenitori di plastica degli inchiostri tarocchi. Dalle verifiche i finanzieri sono risaliti alle società che avevano fornito il materiale alle imprese ascolane e, in una seconda fase, all'intera filiera che in Italia commercializzava le cartucce e i toner contraffatti. I prodotti, una volta in Italia, venivano spediti direttamente ai reali acquirenti nazionali, senza mai entrare nella disponibilità delle società cartiere. Queste ultime provvedevano solamente ad emettere le false fatture di vendita per "nazionalizzare" la merce, oggetto di importazione comunitaria, e creare il credito I.V.A.in capo agli effettivi acquirenti in base a simulate operazioni nazionali. Unindagine che testimonia lincessante e profondo impegno delle Fiamme Gialle picene contro levasione fiscale e la contraffazione dei prodotti, ovvero a tutela tanto dellerario quanto degli imprenditori onesti.