Terni: truffavano malati di Sla, in manette medici e farmacisti

Terni: truffavano malati di Sla, in manette medici e farmacisti

Prospero Rigali
Settembre 27, 2016

Circa 200 i casi al centro dell'indagine di pazienti affetti da Sla, Parkinson e altre patologie. Le indagini sono partire da una segnalazione giunta alla squadra mobile di Rieti, che ha poi trasferito per competenza l'attività a quella di Terni. Ciascun malato pagava tra i 2.000 e i 4.000 euro per una cura prolungata, circa 45 giorni, con un mix di sostanze farmacologiche (antibiotico, antimicotico, statina) contenute in capsule, pericolose per la salute pubblica e in ogni caso del tutto inefficaci. 3 Una fisioterapista, compagna dellavvocato, praticava fisioterapia craniosacrale presso il Centro Estetico sito a Terni e forniva indicazioni sullassunzione dei farmaci.

I truffatori avevano lanciato una campagna pubblicitaria, prevalentemente su internet (il sito è stato sospeso ma su Youtube sono ancora visibili diversi video) dove spacciavano come miracoloso il "protocollo terapeutico".

L'avvocato, a capo dell'organizzazione, utilizzando il nome dell'Università, rilasciava false attestazioni di partecipazione a corsi sul predetto protocollo, gestiva personalmente sia l'Università che il centro estetico e istruiva gli altri complici sulle modalità di accoglienza dei pazienti e sulle modalità di somministrazione delle "cure". Secondo la ricostruzione degli investigatori i sei professionisti avrebbero divulgato su Internet un protocollo medico senza efficacia. In carcere è anche finito il titolare di una farmacia di Rieti, Giovanni Petrini, accusato di avere preparato il cocktail di farmaci, alcuni provenienti dalla Cina, seguendo le direttive dell'avvocato, mentre sono stati disposti i domiciliari nei confronti di Simone De Marco, che nel centro estetico lavorava come centralinista, autista e aiutante.

Associazione a delinquere finalizzata a truffare persone affette da gravi malattie degenerative. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti dalla squadra mobile di Terni. Esprimendo apprezzamento per il lavoro compiuto dalla polizia, l'assessore ha "ringraziato" le forze dell'ordine "per aver posto fine a una vicenda vergognosa che speculava sulla salute e sulla fragilità di persone che vivono situazioni di estrema difficoltà".

Le cure che venivano spacciate come alternative alla medicina ufficiale e già "testate" negli U.S.A., erano pubblicizzate come risolutive o comunque in grado di fornire un considerevole miglioramento della qualità della vita del paziente.