Mafia, imprenditori denunciano pizzo 12 arresti a Corleone, anche nipote Provenzano

Mafia, imprenditori denunciano pizzo 12 arresti a Corleone, anche nipote Provenzano

Prospera Giambalvo
Settembre 27, 2016

Un'immagine simbolo.Gariffo conosce i segreti della vecchia mafia corleonese. L'operazione, denominata 'Grande passo 4', ha consentito agli investigatori di ricostruire la nuova mappa del potere tra Corleone, Chiusa Sclafani e Palazzo Adriano e i rapporti tra le famiglie mafiose della zona.

A Corleone, all'alba di stamane i Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dodici persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e danneggiamento. In più è stata applicata la libertà vigilata per 2 anni a carico di due mandanti di un progetto di omicidio. Sono stati, inoltre, documentati numerosi reati fine espressione della capacità di intimidazione e controllo del territorio delle compagini mafiose oggetto di indagine.

Gli arrestati ci sono: Carmelo Gariffo, nipote di Bernardo Provenzano, arrestato nel 2006 e scarcerato nel marzo del 2014; Leoluca Lo Bue, figlio di Rosario, l'anziano boss arrestato nei mesi scorsi; Vito Biagio Filippello e Vito Coscino, entrambi operai della forestale; Bernardo Saporito; Francesco Scianni, Pietro Vaccaro. Tra i suoi collaboratori più stretti due forestali, finiti anch'essi in manette. Libertà vigilata, invece, per due proprietari terrieri, gli omonimi Francesco Geraci, nipote e figlio di un capomafia deceduto: si erano rivolti al clan per uccidere un parente, che ritenevano di troppo nella divisione di un'eredità.

Come riporta Repubblica.it, Gariffo sarebbe stato intercettato mentre parlava di appalti ed estorsioni con il nuovo reggente del clan, Antonino di Marco, un dipendente comunale che avrebbe organizzato summit all'interno del suo ufficio: "Basta uno, non c'è bisogno di cento [.] Uno perché non mi posso muovere, due perché prima devo trovare una persona adatta eventualmente a comandare. ciò non vuol dire che noi le cose non le dobbiamo fare e dobbiamo cercare di vedere come risolvere la situazione".