Siria, attacco a convoglio umanitario: 12 vittime. Onu sospende invio degli aiuti

Siria, attacco a convoglio umanitario: 12 vittime. Onu sospende invio degli aiuti

Prospera Giambalvo
Settembre 20, 2016

Sarebbero 12 gli operati rimasti uccisi nel raid, avvenuto nei pressi nella città di Urm al-Kubra.

Diciotto dei camion sono andati distrutti e tra le vittime civili ci sono anche operatori della Syrian Arab Red Crescent (Sarc), il braccio siriano della Croce rossa internazionale.

Per gli americani l'evidenza sembra essere arrivata visto che sia gli Stati Uniti che l'Osservatorio siriano per i diritti umani (con base a Londra), sostiene che il bombardamento è stato compiuto da un raid aereo congiunto russo-siriano.

"Il risultato dei pesanti combattimenti è che stamane le forze governative siriane hanno respinto un attacco terrorista nel distretto di al-Shokaief e ne hanno ripreso il controllo della zona meridionale". Accuse pesantissime ma che non hanno avuto il risalto dovuto: le ONG hanno richiesto l'apertura di un'indagine indipendente, anche giornalistica, sull'operato dell'ONU a Damasco, che secondo il Guardian ha assegnato contratti da decine di milioni di dollari ad organizzazioni umanitarie legate al presidente Bashar al-Assad (alcune facenti capo alla moglie Asma, altre al cugino Rami Makhlouf, etc), accusando il governo siriano di interferire nelle attività e nelle decisioni dell'ONU e alla stessa ONU di essersi letteralmente genuflessa, in tal senso, con il regime di Damasco.

Nessuno è stato in grado di precisare la nazionalità degli aerei che hanno colpito il convoglio, ma nessuna formazione ribelle dispone di una forza aerea: si tratta con ogni probabilità dell'aviazione russa o siriana. La notizia dei nuovi scontri arriva all'indomani dell'annuncio della fine della tregua nel Paese ad opera dell'esercito siriano. Il centro russo per la riconciliazione siriana invece ha registrato 53 violazioni del cessate-il-fuoco nelle sue ultime 24 ore di esistenza. "Se si verifica che questo attacco imperdonabile era destinato agli operatori umanitari, allora equivale a un crimine di guerra", ha dichiarato Stephen O'Brien, il capo delle operazioni umanitarie dell'Onu. "Tuttavia, restiamo impegnati per fornire aiuti a tutti i siriani che li necessitano", ha precisato il portavoce dell'Ocha Jens Laerke.