Jackie - La recensione del biopic interpretato da Natalie Portman

Jackie - La recensione del biopic interpretato da Natalie Portman

Quintino Maisto
Settembre 7, 2016

Presentato oggi alla 73esima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Jackie, di Pablo Larraín è stato accolto da un lungo applauso al termine della proiezione per gli adetti ai lavori. "Non ha mai cercato di copiare fisicamente la vera Jackie, ma di restituirla attraverso la sensibilità e l'immaginazione".

Sempre per il concorso principale, arriva anche il documentario del regista culto Terrence Malick 'Voyage of time: life's journey', con la voce narrante di Cate Blanchett: un film che e' stato applauditissimo ieri sera nella proiezione in anteprima per la stampa e che fonde effetti speciali innovativi con grandiose riprese girate in giro per il globo e oltre il globo, alla scoperta di cio' che dura, di cio' che resiste nel tempo. "Abbiamo creato un'illusione di realtà, che è principalmente lo scopo del fare cinema".

Pablo Larrain: è un invito che ho ricevuto da Darren Aronofsky, che era nella giuria del Festival di Berlino.

La Portman rivela che "né i documenti personali né gli scritti né gli aneddoti su Jackie sono serviti realmente per entrare nel personaggio. Avevo tutte queste chiavi di accesso che potevo utilizzare". In tal senso, Larraín dipinge il ritratto di una donna pronta ad affrontare il mondo intero, con pochissimi amici e molti avversari, ma non priva di ombre: attenta a costruire la sua immagine pubblica, Jackie sacrifica la genuinità in favore delle apparenze, e calcola gli effetti di ogni sua singola decisione; basti pensare alla scelta di tenere indosso l'abito insanguinato dopo il ritorno da Dallas, o alle sue insistenze per seguire a piedi il feretro del marito lungo le strade di Washington, accompagnata dai figli.

Uscirà in Italia nei prossimi mesi e sarà distribuito da Lucky Red.

"È stato fantastico lavorare con lo sceneggiatore, ha detto delle cose tra le righe che sono straordinarie, ad esempio il lato emotivo, io pensavo ai sentimenti che lei provava simultaneamente, sono arrivata a lei tramite aspetti diversi: è una giovane donna, è un simbolo, è una donna tradita, ci sono tanti aspetti che lei affronta ed è cosi violenta come cosa che è difficile da descrivere."
Allora mi sono chiesto cosa sarebbe accaduto a mettersi al suo posto. Questa volta la prospettiva è quella del dolore di una moglie che resta vedova in pubblico, che deve elaborare il lutto sotto i riflettori di quel mondo che la aveva eletta icona di una femminilità tutta nuova, mediatica. Sul lavoro di rievocazione, quasi nullo l'utilizzo del materiale d'archivio preferendo Larrain piuttosto "ricreare tutto", al punto da ri-girare shot by shot anche "l'intervista video che Jacqueline Kennedy concesse alla CBS dalla Casa Bianca, utilizzando le stesse inquadrature e le stesse cineprese di allora".