Juventus: Nike vince causa 'terza stella'. Club condannato

Juventus: Nike vince causa 'terza stella'. Club condannato

Minervino Buccola
Luglio 17, 2016

I Legali della Juventus hanno già annunciato che impugneranno il verdetto. La motivazione della sentenza è che "la Società Juventus Football Club SpA è venuta meno agli obblighi di buona fede e riservatezza imposti dai regolamenti competenti".

Nonostante anche il parere negativo della Federcalcio, la Juventus non volle rinunciare alla stella del trentesimo scudetto (ma 28 ufficiali, a causa dei due revocati dopo lo scandalo Calciopoli) ed optò per una soluzione alternativa, facendo riportare sulla varie tute di allenamento e maglie da gara la scritta "30 sul campo", mentre commissionò la produzione di altre maglie destinate alla vendita sullo store ufficiale ad un'altra azienda esterna a Nike. Il matrimonio tra Juventus e Nike è durato quindici anni, dal 2001 a giugno 2014, dopo di che la società presieduta da Andrea Agnelli è passata all'Adidas. Gli attriti però nascono nel 2012, in occasione del primo scudetto dell'era Conte: il 28° secondo i conteggi ufficiali post-Calciopoli, il 30° per i bianconeri che vogliono cucire a tutti i costi la terza stella sulla maglia. La Nike si oppone, interviene la Figc che nega l'autorizzazione e il gruppo americano pensa che la questione finisca qui. Rendendo così note le caratteristiche tecniche della nuova maglia prima che fosse lanciata sul mercato. Le stelle non si comprano, ma si pagano. Il tribunale arbitrale di Ginevra, presieduto da Alexis Mourre, ammorbidisce la pena e condanna, con la pronuncia odierna, la Juventus a pagare "soli" 2 milioni di euro. Ragion per cui, la Vecchia Signora è stata condannata, come riporta 'Il Messaggero' al pagamento di una cifra equivalente al 5% del valore base della sponsorizzazione degli ultimi due anni di contratto. In soldoni, 1,5 milioni più 500 mila euro di spese legali.