Google di nuovo nel mirino Ue per almeno due ragioni: ecco quali

Google di nuovo nel mirino Ue per almeno due ragioni: ecco quali

Saba Mula
Luglio 15, 2016

Per quanto riguarda il funzionamento della piattaforma pubblicitaria AdSense, Bruxelles ritiene che abbia permesso a Google di tutelare la propria posizione dominante nella pubblicità nei motori di ricerca.

Dopo la comunicazione degli addebiti dell'aprile 2015 e la risposta di Google del settembre 2015 la Commissione ha proseguito le indagini e con la comunicazione supplementare di oggi espone tutta una serie di nuove prove e dati che ne corroborano la conclusione preliminare secondo cui Google abusa di posizione dominante in quanto favorisce sistematicamente i propri prodotti di acquisto comparativo nei risultati delle ricerche generiche.

Con un comunicato comparso sul sito ufficiale della Commissione Europea, l'organismo antitrust continentale annuncia nuove iniziative nei confronti di Google (e della parent company Alphabet), relative ad acquisto comparativo e pratiche pubblicitarie, che si concretizzano in nuove comunicazioni degli addebiti che seguono quella dell'aprile 2015.

"Google ha realizzato tanti prodotti innovativi che hanno cambiato le nostre vite". Questa volta, sotto la lente, l'abuso di posizione dominante con il sistematico favoreggiamento del proprio servizio pubblicitario nelle pagine delle ricerche.

"I consumatori rischiano di non visualizzare i risultati più pertinenti per le loro ricerche". Solleviamo anche la preoccupazione che Google abbia ostacolato la concorrenza, limitando la possibilità dei propri concorrenti di piazzare search adverts sui siti di terze parti, cosa che limita la scelta dei consumatori e l'innovazione.

La Commissione Ue ha di nuovo puntato i riflettori su Google Inc.

"Google - ha indicato il Commissario Ue - adesso ha la possibilità di rispondere alle nostre obiezioni". Ma la commissaria ha anche avvertito che nel caso si dovessero palesare le colpe di Google, "la Commissione avrà il dovere di agire per proteggere i consumatori europei".

Posizionamento privilegiato di una quantità minima di pubblicità Google: vincola i terzi a un numero minimo di sue pubblicità collegate alle ricerche, con obbligo di riservare lo spazio più favorevole nelle pagine dei risultati. La Commissione ritiene che con questi accordi Google violi le norme antitrust dell'Unione imponendo le seguenti condizioni. Google e Alphabet hanno 10 settimane di tempo per rispondere alla comunicazione degli addebiti.

Un'ulteriore comunicazione degli addebiti riguarda le limitazioni imposte alla possibilità di alcuni siti Web di terze parti di visualizzare la pubblicità dei concorrenti di Google.