Mps: cda prepara risposta a Bce, ispezione in corso da maggio

Mps: cda prepara risposta a Bce, ispezione in corso da maggio

Bruto Chiappetta
Luglio 8, 2016

Fino a tre miliardi di euro di capitali freschi per contribuire ad abbattere l'enorme mole di crediti deteriorati: questo è ciò che oggi dovrebbe ufficializzare il Monte dei Paschi, nella speranza che il governo si faccia carico del problema. Nella sentenza si dichiara "l'inefficacia nei confronti del ricorrente del contratto di cessione di ramo d'azienda stipulato in data 30 dicembre 2013, nella parte in cui dispone il trasferimento presso Fruendo del suo rapporto di lavoro, e, per l'effetto, dichiara la continuità del rapporto di lavoro del ricorrente alle dipendenze della Banca Monte dei Paschi di Siena per il periodo successivo al 30 dicembre 2013". Renzi non ne vuol sentir parlare, e la ragione è comprensibile: i detentori di quei titoli sono sessantamila, sei volte quelli coinvolti dal crac di Etruria e CassaMarche. Gli analisti di Icbpi sottolineano che il blocco delle vendite allo scoperto puo' creare un ostacolo tecnico all'ulteriore discesa delle quotazioni, ma la banca e' da tempo una public company e per rassicurare gli investitori e' necessario che venga fatta al piu' presto chiarezza sulla linea d'azione che verra' seguita nelle prossime settimane, per migliorare la qualita' dell'attivo e per ridurre il peso dei crediti deteriorati sul patrimonio contabile e regolamentare. Le riunioni a Roma e Bruxelles sono continue. Ieri, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e i vertici di Cassa depositi e prestiti, il presidente Carlo Costamagna e l'Ad Fabrizio Gallo, sono stati a Palazzo Chigi. Secondo indiscrezioni di stampa il cda potrebbe anche decidere un aumento di capitale fino a 3 miliardi di euro ma un portavoce di Rocca Salimbeni ha smentito. Una proposta che alle attuali condizioni della banca (circa 24 miliardi di crediti deteriorati) il mercato dovrebbe snobbare.

Così sul tavolo del governo c'è un piano di salvataggio in due fasi che prevede anche la nascita di un altro eroe, Giasone.

Al capezzale di Mps, secondo le indiscrezioni di stampa, si affollano in molti: il governo in primis, il Tesoro è già al 4%, che potrebbe rafforzare il capitale della banca attraverso la sottoscrizione di bond convertibili computabili a capitale e si attende anche l'intervento del Fondo Atlante, magari irrobustito da altre iniezioni di capitale, che potrebbe comprare e cartolarizzare parte delle sofferenze "junior" del Monte, alleggerendo bilancio e gli assorbimenti di capitale.

Il premier Renzi ha assicurato che i "risparmiatori saranno tutelati" e ha spiegato che il vero problema, però, sono i derivati della banche dell'Unione europea. Il secondo fronte riguarda il negoziato tra il governo italiano e la Commissione europea, per consentire una ricapitalizzazione pubblica di Mps per il deficit patrimoniale che la cessione di crediti malati produrrà. Decisivo, anche in questa nuova operazione, il contributo di Cdp.

Immaginiamo cosa succederebbe domani se a migliaia e migliaia di obbligazionisti "retail" (piccoli risparmiatori si direbbe in Italia), per importi miliardari, venisse detto che hanno perso tutti o quasi i risparmi. Ma è abbastanza alto per non configurare l'aiuto di Stato?