La cementificazione erode le nostre coste per 8 km ogni anno

La cementificazione erode le nostre coste per 8 km ogni anno

Saba Mula
Giugno 30, 2016

Questa la foto dell'Italia a partire dalle coste analizzate a 360 gradi, con 16 contributi di esperti dedicati alle aree costiere e allo stato di salute dei nostri mari e al Mediterraneo quale hot spot del cambiamento climatico, offerta dal rapporto Ambiente Italia 2016, a cura di Legambiente e edito da Edizioni Ambiente " Le coste sono uno straordinario patrimonio del nostro Paese - ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente e curatore insieme a Sebastiano Venneri e Giorgio Zampetti del volume - che dobbiamo liberare dalla pressione di cemento e inquinamento. Il problema dell'erosione costiera, che si farà sempre più sentire con l'innalzamento del mare dovuto ai cambiamenti climatici, è stato contrastato per molto tempo con l'utilizzo delle barriere frangiflutti che hanno solo spostato il problema, col risultato che oggi abbiamo interi tratti di costa coperti da scogliere artificiali che non permettono il ricambio idrico e la sedimentazione delle sabbie, contribuendo al progressivo abbassamento dei fondali. Quello che denuncia Legambiente è un vero e proprio allarme ambientale, che soffre la mancanza di politiche adeguate a difesa del mare: secondo l'associazione, "senza un cambio delle politiche la perdita di territorio costiero è destinata a crescere".

Se si considera che la nostra Penisola vanta la bellezza di 7 mila km complessivi di coste, la costruzione di palazzi, ville e caseggiati abusivi in aree deputate alla balneazione ha assunto modalità da incubo, con oltre 3500 km di spiagge andate in fumo e regalate ad abitazioni private senza alcun ritengo di fronte alla bellezza del paesaggio e agli introiti che il turismo comporta ogni anno nelle nostre località marittime. Non solo. Un terzo delle spiagge è interessato da fenomeni erosivi in espansione; 14.542 sono le infrazioni accertate nel corso del 2014 tra reati inerenti al mare e alla costa in Italia, 40 al giorno, 2 ogni km. Tra le regioni, la Sicilia ha il primato assoluto di km di costa caratterizzati da urbanizzazione meno densa ma diffusa (350 km), seguita da Calabria e Puglia; la Sardegna è invece la regione più virtuosa per quantità di paesaggi naturali e agricoli ancora integri e comunque è la regione meno urbanizzata d'Italia. La mala depurazione, infatt, i riguarda il 25% dei cittadini italiani.

Ci siamo giocati più di metà delle coste: il 51% dei nostri litorali è stato segnato dall'urbanizzazione. Il 45% dei prelievi realizzati da Goletta Verde nel 2015 è risultato inquinato, mentre la plastica galleggiante (la "beach litter") continua a colonizzare spiagge e fondali marini.

Il quadro si complica ulteriormente se a questi tre fattori uniamo l'azione dei cambiamenti climatici, che sempre più spesso provoca disastri e stravolgimenti nella morfologia costiera. Lo dice il nuovo rapporto "Ambiente Italia 2016" presentato a Roma nella sede Anci. Sono ben 1.022 (il 32% del totale), i centri coinvolti da procedimenti europei. Le isole minori non sono state considerate.

Uno peggiori problemi da questo punto di vista sono i rifiuti plastici, ma anche la mala depurazione fa la sua parte: un quarto dei cittadini italiani è interessato da questo problema.

"Come il sistema di 32 aree protette nazionali - spiega -, che sono un esempio virtuoso di gestione delle aree costiere di cui essere orgogliosi".

A queste si aggiungono le 54 aree marine di reperimento che sono state segnalate per l'istituzione di altre riserve marine.