Doping, Schwazer:

Doping, Schwazer: "Non ho commesso errori, non devo scusarmi"

Quintino Maisto
Giugno 24, 2016

Qualora fossero confermate queste indiscrezioni relative al Doping, Schwazer potrà essere ritenuto recidivo, rischiando una condanna complessiva per un periodo non inferiore a 6 anni, il doppio rispetto ad un atleta trovato positivo la prima volta. Secondo quanto scrive questa mattina la 'Gazzetta dello Sport, il 31enne marciatore altoatesino sarebbe stato controllato a sorpresa dalla Iaaf ad inizio gennaio a Vipiteno durante le vacanze di Capodanno.

La Gazzetta dello Sport riferisce che il marciatore Alex Schwazer sarebbe stato trovato nuovamente positivo al doping. Sono certa che la giustizia sportiva ed ordinaria farà chiarezza e naturalmente Schwazer ha tutto il diritto di difendersi e di dimostrare la sua innocenza. In quell'occasione l'atleta azzurro si era subito preso le sue responsabilità e aveva chiesto scusa a tutti in conferenza stampa tra le lacrime. "Non è come 4 anni fa, questa volta non ho sbagliato, non devo scusarmi con il mio allenatore e con chi mi è vicino".

Alex Schwazer ha respinto con forza le accuse: "Evidentemente c'è qualcuno che non vuole che io vada alle olimpiadi". I tempi sono stretti ma quello che è accaduto con questa provetta io darò il 100 per cento per chiarire. "C'e' poi l'aspetto del gruppo che si annida nella Iaaf, di italiani rifugiati in essa, che vedono in me l'uomo che ha combattuto il sistema nebioliano". Non ho fatto alcun errore, da un anno e mezzo con tanta fatica sto facendo il contrario, andando a Roma ad allenarmi e facendo il possibile affinché il mio ritorno sia pulito. "Lui non ha nulla da rimproverarsi, il suo percorso è limpido e trasparente, vorrei sottolineare che Schwazer si è messo a disposizione 24 ore su 24 per la Wada (agenzia mondiale antidoping, ndr) - ha aggiunto - È una situazione che ci lascia allibiti".

La notizia sta sconvolgendo il mondo dello sport: dopo la prima positività, costata al marciatore le Olimpiadi di Londra 2012, le sue lacrime in conferenza stampa sembravano aver convinto molti sulla sua voglia di riscatto. “Mi hanno detto che Magnini trovava molto strana questa procedura di analisi e questa positività dopo 5 mesi – ha affermato Donati -. E' un incubo per me, è la peggiore cosa che poteva succedere.