Differenziata: a Baronissi il Premio Riciclone 2016, primo comune della Campania

Differenziata: a Baronissi il Premio Riciclone 2016, primo comune della Campania

Aldobrando Tartaglia
Giugno 24, 2016

Sono ben 525, contro i 356 dello scorso anno, le realtà che producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato, (pari al 7% del totale nazionale).

Anche se qualcosa si muove sul fronte delle novità normative, per promuovere riciclo e prevenzione bisogna fare di più. "Il tutto condito da un sistema di illegalità che riguarda una classe di politici, professionisti e imprenditori interessati al ciclo dei rifiuti con l'ottica del profitto personale e del profitto imprenditoriale fuori dalla legalità, come denunciato dal Procuratore della Repubblica di Perugia Luigi De Ficchy alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali".

La regione più virtuosa è il Veneto con il 35% dei comuni "free" (204) seguita da Friuli Venezia Giulia (29%), Trentino-Alto Adige (17%) e Campania (9%). Importanti i numeri arrivano anche dal Friuli-Venezia Giulia (63 comuni), dal Trentino Alto Adige (56) e dalla Campania con le sue 50 realtà virtuose su 550 comuni totali. Quest'anno, infatti, sono stati premiati 525 comuni Rifiuti free che, oltre ad essere ricicloni, hanno deciso di puntare sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento. "Basta guardare la produzione di scarti della frazione organica che si attestano in alcuni casi anche al 50% generando una scarsa resa in termini di quantità e qualità del compost, talvolta anche sotto il 10% e spesso contaminato ancora con microplastiche e residui vari". Oltre 92mila famiglie ne hanno beneficiato. Il Comune, che partiva dal 10% di raccolta differenziata nel 2015, a maggio di quest'anno ha raggiunto una media dell'80% nelle prime due aree servite, elevando la percentuale complessiva cittadina al 32%.

La classifica evidenzia il ruolo fondamentale delle gestioni consortili, per liberare il territorio dai rifiuti: la quasi totalità dei comuni Rifiuti Free, infatti, fanno parte di un consorzio o di una comunità montana. Si conferma, invece, il comune di Casole Bruzio, al di sotto dei 10mila abitanti, con un procapite secco residuo di 30,2 kg/a/ab ed una RD dell'89,2%. Continuando a spingere in questa direzione potremo arrivare a chiudere anche quelli più obsoleti.

Dal palco Del Forum rifiuti, Legambiente rilancia le proposte del Manifesto Rifiuti free. Il primo passo da compiere è quello di "utilizzare i proventi dell'ecotassa per politiche di prevenzione, riuso e riciclo" e premiare "i comuni virtuosi e le popolazioni con sistema di tariffazione".

Un'ulteriore testimonianza del buon lavoro che, sul comparto rifiuti, l'Unione sta cercando di portare avanti: rimangono limiti e contraddizioni, ma è evidente che una progettualità nuova si è messa in moto e che le propsettive sono oggi assai diverse da quelle di qualche anno fa. Infine "Chi inquina paga": Legambiente sollecita il ministero dell'Ambiente ad approvare il decreto sulla tariffazione puntuale previsto dalla legge di stabilità approvata nel dicembre 2013 e chiede lo stop a qualsiasi commissariamento per l'emergenza rifiuti.