Lavoro. Il primo sì per i voucher

Lavoro. Il primo sì per i voucher

Aldobrando Tartaglia
Giugno 11, 2016

I committenti imprenditori non agricoli o professionisti, che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio, sono tenuti almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione di lavoro accessorio a comunicare alla sede territoriale dell'Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione.

Il comparto agricolo - si spiega in una nota - e' escluso dall'applicazione del limite imposto ai committenti imprenditori, i quali appunto possono avvalersi di prestazioni di lavoro accessorio per compensi non superiori a 2.000 euro per ciascun lavoratore. In caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro per ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. La retribuzione oraria degli operai agricoli, dunque, varia da provincia a provincia e, sottolineano i sindacati, utilizzarla per i voucher comporta una disparità di trattamento tra i lavoratori delle differenti zone.a Uila si dice "convinta che i voucher siano stati spesso utilizzati in modo fraudolento". Lo dichiara in una nota il segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni, commentando l'ok preliminare alle nuove norme sui voucher arrivato oggi dal Consiglio dei Ministri.

Roma- Norme più stringenti sull'utilizzo dei voucher. L'utilizzo del lavoro accessorio in agricoltura resta soggetto al tetto di 7mila euro, con paletti particolari per attività di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di 25 anni (iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, presso l'università e per le attività agricole svolte a favore dei piccoli produttori agricoli), che nell'anno solare precedente hanno realizzato o prevedono di realizzare un volume d'affari non superiore a 7mila euro.

La misura sui voucher (cioè i buoni per le prestazioni di lavoro accessorio da 10 euro, 7,5 euro netti) fa seguito ai timori sull'utilizzo improprio dello strumento. Quindi tornerà all'esecutivo che lo approverà in via definitiva.

Nel decreto c'è anche un'altra misura per favorire nuove assunzioni, e passare da una solidarietà difensiva - si abbassano le ore di lavoro per pagare meno i lavoratori e risparmiare- ad una solidarietà espansiva- i lavoratori ricevono cioè un'integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro pur lavorando meno, integrazione che però non è imponibile ai fini previdenziali, per cui i lavoratori beneficiano dell'accredito contributivo figurativo.

La misura riguarda i contratti di solidarietà in corso da almeno un anno e quelli stipulati prima del 2016, anche se non sono in corso da dodici mesi. Ai lavoratori spetta un trattamento di integrazione salariale di importo pari al 50% di quella prevista prima della trasformazione del contratto e il datore di lavoro deve metterci il necessario a raggiungere la misura dell'integrazione salariale originaria.