Imprese: Censis, per italiani sono le pmi il primo motore di innovazione

Imprese: Censis, per italiani sono le pmi il primo motore di innovazione

Bruto Chiappetta
Giugno 8, 2016

Edison dà il via oggi all'Innovation Week, la settimana in programma dal 7 al 10 giugno a Palazzo Edison (Foro Buonaparte 31 a Milano) dove si incontreranno oltre 40 guest speaker e startupper per condividere la loro idea di futuro e confrontarsi sul ruolo dell'innovazione. Di contro invece poco più di un terzo (esattamente il 35%) crede ancora che per migliorare la vita bisognerà proprio fermare la crescita, ridurre di molto i consumi e lo sfruttamento delle risorse della terra, ripensare tutto e vivere come si viveva in passato. Istruzione ed esperienza passano in secondo piano. Stando sempre all'analisi effettuata dal Censis gli italiani che pensano che le innovazioni tecnologiche degli ultimi vent'anni abbiano portato solamente benefici sono veramente pochi ( precisamente il 14,2%). Le opinioni convergono decisamente sulle piccole e medie imprese capaci di sperimentare e di adattare la propria attivita' al contesto in evoluzione (38,6%). Molto diversa e' la fotografia degli attori dell'innovazione nel mondo, secondo il sondaggio: in prima fila ci sono grandi aziende che investono in ricerca e universita' ma anche i governi e i grandi investitori.

Solo benefici dalle innovazioni o anche nuovi problemi? I più critici ritengono che l'innovazione abbia portato alcuni benefici e alcuni problemi (20,3%) o addirittura più problemi che benefici (7,3%). Il 57,1% degli italiani, inoltre, ritiene che nel nostro Paese le innovazioni hanno contribuito ad ampliare i divari sociali. Questo è vero in tutte quelle circostanze nelle quali il godimento dei benefici apportati è fortemente condizionato dalla possibilità e capacità di accesso alle informazioni. Lo stesso vale per il rapporto tra i processi innovativi e le opportunità di lavoro.

Tutti gli obiettivi contenuti nell'Agenda Digitale trovano, infine, larga condivisione tra gli italiani che, nel 90% dei casi, li ritengono fondamentali oppure abbastanza importanti.(ANSA).